Pisa-Alessandria 1-1. L'analisi della partita

11.03.2018 19:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 732 volte
Francesco Lisi
Francesco Lisi

La reazione c’è stata ma non basta. Il Pisa viene raggiunto al 95’ dall’Alessandria e paga il fatto di abbassarsi troppo nella parte finale. I nerazzurri si fanno sorprendere da un lancio lungo dalla trequarti di Barlocco che porta al definitivo 1-1 di Marconi, ma si mangiano le mani anche per non aver gestito al meglio le ripartenze e il possesso palla nei minuti di recupero. C’è delusione ma questo deve essere un punto di ripartenza, malgrado restano ancora vecchi difetti da correggere.

Gucher spezza l’equilibrio. Pazienza e Marcolini si schierano a specchio con il 4-3-3 e si vede fin da subito che il Pisa non è quello di Gavorrano, anche se Russini dopo neppure due minuti sfiora il palo di testa. Lisi sulla destra parte davvero forte e diventa imprendibile per Barlocco. L'esterno arrivato dalla Juve Stabia  è stato uno dei migliori in campo e porta finalmente imprevedibilità nell'uno contro uno. La gara è intensa e combattuta con un Pisa che finalmente a centrocampo riesce a battagliare anche se la qualità di Nicco non sempre è facile da arginare per il centrocampo a tre con Gucher in mezzo e De Vitis con Di Quinzio a fare le mezzali. Ferrante torna titolare dall’inizio e si muove bene nel tridente facendo salire la squadra, anche se Masucci non è in grande giornata e non l’asseconda troppo. L’italo argentino si mette in proprio e al 15’ salta Piccolo al limite dell’area e il suo diagonale viene deviato in angolo da Vannucchi. E’ uno dei pochi tiri in porta di tutto il primo tempo, ma il Pisa a differenza di molte altre volte è cinico su palla inattiva come al 33’ quando Gucher gira di testa la punizione tesa di Di Quinzio conquistata sulla destra da Filippini, in una delle sue rare sortite, in cui faceva ammonire Sciacca. Nel finale di tempo il Pisa acquista ancora maggiore sicurezza e controlla i grigi, un po’ stanchi dopo la gara di coppa.

Distrazione fatale. Nella ripresa Marcolini inserisce Fishnaller per Russini e Ranieri per Gazzi, non al meglio. Il primo porta qualità, il secondo quantità e saranno importanti per dare equilibrio ai grigi. Nel Pisa dopo l’ora di gioco subentra un po’ di paura e Pazienza toglie un giocatore con caratteristiche più offensive come Di Quinzio per inserire Izzillo. Tutto sommato Izzillo non sfigura, anzi compie anche dei buoni anticipi ed è reattivo sulle seconde palle ma la squadra torna un po’ ad essere incerta. Sabotic si addormenta con un retropassaggio che innesca Fishnaller ed è Lisuzzo a metterci una pezza. Il Sindaco si immola in altre due circostanze e tiene a galla una difesa che spesso sbanda. Malgrado tutto i grigi prima del pari finale impegnano Petkovic solo su un colpo di testa di Bellazzini su cross da destra di Sestu.  Escono anche Gucher ( tra i migliori) per Maltese e Ferrante, applaudito, per Eusepi. Un cambio inisivo risulta quello di Mannini per Birindelli, visto che il capitano appena entrato in campo ferma Sestu su una ripartenza di Gonzalez( anche lui entrato da poco) sull’ennesima lettura sbagliata su un calcio d’angolo a favore, con il centrocampo completamente inesistente. Anche il Pisa potrebbe far male di rimessa ma Eusepi, poco freddo nello scampolo di gara concessogli da Pazienza, non sfrutta al meglio due buone occasioni per chiudere la gara. Si arriva così all’epilogo con il Pisa che lascia a Barlocco tutto il tempo e lo spazio per lanciare in area da distanza siderale, Marconi è bravo a prenderla di testa e indirizzarla nell’angolino ma Sabotic si fa sovrastare e Petkovic doveva essere più scattante.

Lo spirito c'è, l'attenzione no. Come detto la squadra ha ritrovato la voglia di lottare malgrado tante imprecisioni, ma  non ha eliminato i difetti in fase di attenzione. In particolare, quella che ancora oggi è la miglior difesa del campionato sta però mostrando qualche crepa visto che subisce gol da 5 partite e nel 2018 ha già incassato 8 reti, su 20 totali. Le assenze di Carillo  e Ingrosso ( per motivi di natura diversa) pesano, anche perché sembra il solo Lisuzzo in grado di reggere la baracca quando si va in sofferenza. Sabotic è sembrato incerto non solo nell'episodio del gol ma anche in altre circostanze e non solo ieri. Filippini e Birindelli sulle fasce vanno a corrente alternata e in compenso davanti gli attaccanti fanno sempre fatica a concludere. Va detto che il Pisa affrontava la squadra più in forma del campionato, poco brillante a livello fisico ma dotata di grande qualità e imbattuta da 12 gare. Un avversario da tenere in considerazione anche in prospettiva playoff, dove la squadra non potrà concedersi certe distrazioni. Il Pisa con le big, compreso la gara di ieri, riesce sempre ad offrire una buona prestazione, almeno sul piano della grinta e della determinazione. Il problema è che queste caratteristiche mancano con le piccole, dove il Pisa ha perso tante occasioni per dare fastidio a Siena e Livorno. Il campionato però non è finito e i nerazzurri devono assolutamente centrare la vittoria con il Piacenza( sabato sempre all'Arena) per dare un calcio definitivo alla crisi e per fortificare la panchina di Pazienza, che per ora comunque gode sempre della fiducia del club.