Pisa-Alessandria 0-0. L'analisi della partita

08.10.2018 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 915 volte
Pisa-Alessandria 0-0. L'analisi della partita

Cinque punti in quattro partite, 300 minuti senza andare in gol. I numeri sottolineano l’ennesimo inizio difficile della stagione del Pisa. Ieri all’Arena i nerazzurri non sono riusciti a superare un’Alessandria tutt’altro che irresistibile. Una squadra che forse anche più dei nerazzurri ha deciso di voltare pagina puntando su tanti giovani. Un primo tempo completamente regalato all’avversario, una ripresa condotta all’attacco più con la forza dei nervi che con precisione, nonostante gli ultimi venti minuti in superiorità numerica. Cucchietti alla fine ha dovuto compiere solo due parate difficili, la differenza l’ha fatta la cattiva mira dei nerazzurri. E’ un Pisa che conferma di avere una coperta troppo corta e un centrocampo che non riesce mai a verticalizzare il gioco per le punte, che però sono troppo statiche. Il doppio attaccante al momento è un’idea che non ha dato i frutti sperati.

Quarantacinque minuti di sonno.  D’Angelo inserisce Brignani al centro della difesa e conferma Meroni, spostato sul centro destra, dopo la brutta giornata di Piacenza. Liotti torna in difesa. A centrocampo il rientrante De Vitis va a fare la mezzala, Lisi torna a sinistra e Zammarini ritrova una maglia da titolare a destra. L’Alessandria di D'Agostino risponde al 3-5-2 del Pisa con un 3-4-1-2 dove Bellazzini si mette dietro le punte Santini e De Luca. Il Pisa in avvio prova a pressare alto sui portatori di palla ma la benzina si esaurisce presto. L’unico spunto degno di nota è un bel cross da sinistra di Di Quinzio lisciato a pochi metri dalla porta da Marconi. L’Alessandria prende coraggio e senza fare nulla di trascendentale contiene il Pisa. Palla al piede i nerazzurri vanno solo in orizzontale e la mediana viene tenuta in piedi da De Vitis che è anche l’unico a tirare in porta, debolmente, di testa sul finale di tempo. Dietro Meroni balla un paio di volte su Panizzi e i cambi di campo dell’ex Maltese avvicinano l’Alessandria all’area nerazzurra. Va detto però che la partita è davvero modesta e l’unico spunto degli ospiti nella prima frazione è un tiro di De Luca respinto da Brignani con il corpo. Il ragazzo del Bologna, all’esordio in campionato, ha mostrato buona personalità.

Mal di gol. Il Pisa del secondo tempo è più vivace e crea diverse occasioni, ma resta inefficacee sotto porta. Moscardelli mette De Vitis e Zammarini davanti alla porta, ma entrambi  sprecano clamorosamente. In contropiede il Pisa si prende un rischio quando su un diagonale di Bellazzini arriva la pronta risposta dell'attento Gori. L’ingresso di Masucci al posto di Marconi porta maggiori movimenti in attacco e in cinque minuti l’attaccante napoletano fa ammonite Gjura ed espellere DelVino. Anche con l’uomo in più i cross sono quasi sempre innocui, oppure quando arrivano a destinazione le conclusioni sono da dimenticare. La regia di Gucher resta troppo lenta, come gli inserimenti di Di Quinzio non sono mai ficcanti. Anche Moscardelli non riesce a incidere al tiro, pur giocando ancora più avanti dopo l'inserimento di Masucci e della terza punta Cernigoi. Nel confuso assalto finale D’Angelo getta dentro anche Marin e Birindelli che hanno un buon impatto sulla partita. La pressione però è sterile e il  risultato non cambia. Su un bel cross di Liotti è Cernigoi all’ultimo istante ad avere l’occasione più nitida della gara, ma Cucchietti riesce a deviare in angolo.

Troppo poco. Anche se non sono state sbandierate le ambizioni della scorsa estate ci si aspettava qualcosa di più dal Pisa in questo avvio di stagione. L’unico gol è arrivato all’esordio con il Cuneo, quando Moscardelli si è trovato praticamente sulla testa una punizione calciata da Di Quinzio e prolungata da Zammarini. Un gol in quattro partite su palla inattiva è decisamente troppo poco. La squadra non riesce a sfruttare al meglio il gioco sulle fasce ma anche gli attaccanti non attaccano la profondità. Forse va rivista la formula del doppio attaccante: Moscardelli e Marconi per ora non carburano. Le cose vanno leggermente meglio quando c'è  Masucci, ma anche lui non è certo un bomber di professione. La mediana, fin qui,  è il cruccio di questa squadra. Anche se è stato cambiato il modulo di gioco sembra di rivedere il film della passata stagione. Le gare di coppa avevano dato l’illusione di aver trovato la quadra ( va detto che pur giocando poco in rosa c’era ancora Verna) ma in questo avvio la brillantezza e gli inserimenti in area sono un ricordo lontano. Fondamentale il recupero di De Vitis, che però deve restare lì e non esser sacrificato dietro. La difesa ha subito tre gol a Piacenza, mentre  nelle tre partite interne ha tenuto la porta inviolata. C’è comunque la sensazione che manca sempre qualcosa anche in questo reparto. Gori spesso salva situazioni complicate e non si può dare tutto il peso del reparto a un giovane, seppur talentuoso, come Brignani per tutta la stagione. Meroni non sembra ancora pronto e Masi, ieri in panchina, viene da annate in cui ha giocato poco. Liotti può portare maggior tecnica alla costruzione del gioco dal basso, ma è un’arma in meno sulla fascia sinistra. D'Angelo non sembra avere colpe particolari, la squadra che gli è stata messa a disposizione dalla società presenta delle lacune evidenti. Da qualsiasi parte la giri la coperta è sempre corta. Troppo corta.