Novara-Pisa 2-2. L'analisi della partita

27.12.2018 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Novara-Pisa 2-2. L'analisi della partita

Il Pisa butta via i tre punti nel finale a Novara dopo una partita a tratti dominata, ma dove ha avuto il torto di non chiuderla e di commettere le solite ingenuità e un modo di fare la fase di non possesso che lascia a desiderare. Un 2-2 stracolmo di rimpianti. Nella nebbia del Piola i nerazzurri subiscono un gol in contropiede e uno nato da un errore individuale di Lisi , con una difesa poco reattiva su un cross dalla destra. La squadra ha interpretato la gara con la mentalità giusta in attacco segnando con Marconi e Masucci nel primo tempo, ritornando a creare occasioni dopo gli zero tiri in porta con la Pro Patria. Il Pisa però ha anche gestito male il finale dove ha addirittura rischiato di perdere al 93’ con il palo dell’ex Eusepi e lo spreco di Fonseca sulla ribattuta. Si chiude così un girone d’andata con più ombre che luci, 29 punti e un sesto posto momentaneo, in attesa del recupero con la Pro Vercelli. Un bilancio al di sotto delle attese.

Buona partenza. Rispetto alla sfida con la Pro Patria i nerazzurri entrano in campo con maggior decisione. D’Angelo è alle prese con gli infortuni di Liotti e Izzillo, così adatta De Vitis a fare il centrale difensivo, come in estate, con Meroni e Buschiazzo ai lati nella solita difesa a tre. A centrocampo si rivede Marin e davanti Masucci fa coppia con Moscardelli. Anche Viali dall’altra parte deve far fronte alle tante assenze e lascia Eusepi inizialmente in panchina dando fiducia al duo Cacia-Manconi. Il Pisa parte bene e le scelte iniziali si rivelano giuste, perché Masucci mette in difficoltà gli avversari con la sua vivacità e Marin rappresenta un ottimo partner per Gucher permettendogli di respirare e di avere maggiore spazio in fase di impostazione. Anche Di Quinzio è molto più tonico rispetto a domenica scorsa e grazie a un suo tiro sporco, Marconi arpiona un pallone in area al 7’ e lo trasforma in gol da vero opportunista. Il Pisa però resta troppo alto e, dopo una parata di Gori su Cacia, i nerazzurri si fanno sorprendere in contropiede al 18’ quando Marconi si fa rubar palla ( il Pisa contesta per un fallo non fischiato dall’arbitro Santoro) e Manconi serve Cacia che trova un’autostrada davanti a se e batte Gori. Il pareggio però non toglie certezze al Pisa, almeno in fase offensiva, e le occasioni fioccano. Benedettini dice no a Marconi, poi al 34’ è sempre Di Quinzio a smarcare in area Masucci che in tuffo raddoppia. Benedettini poi salva proprio sullo stesso Masucci.

Cattiva gestione nel finale. Il Pisa parte di nuovo con il piglio giusto e sfiora ancora il gol con Masucci. Il Novara ci prova ma i nerazzurri per almeno 35 minuti contengono bene e concedono solo un tiro da fuori area a Ronaldo e un occasione a Eusepi, con Gori sempre pronto alla parata. Le occasioni più clamorose però capitano al Pisa. Marconi si fa male ed entra Moscardelli che stavolta ha un buon impatto sulla gara e impegna Benedettini ad una difficile parata. Sulle fasce cala Zammarini, mentre nel mezzo Gucher, Marin e Di Quinzio recuperano e creano gioco. Lisi a destra corre, ma spreca tanto come quando in corsa calcia di poco a lato la palla del tris su assist del solito Di Quinzio. A quel punto D’Angelo toglie Masucci, uno dei migliori, per inserire Cuppone. Serve freschezza e abilità nel tener palla, ma il nuovo entrato non entra in partita. Il Pisa sembra però in controllo fino al minuto 86 quando Lisi perde ingenuamente palla sulla trequarti favorendo il cross di Bianchi, Cacia anticipa tutti in area e segna. Sembra la fotocopia della partita di Coppa ( gare aperte e con tanti errori da una parte e dall'altra) e per poco non arriva un’altra sconfitta. Dopo l’ennesima occasione del Pisa con Gucher, quando ormai non si vede più niente, Eusepi si infila nella fragile difesa nerazzurra e coglie il palo, per fortuna Fonseca manda a lato. Sarebbe stato troppo ma è il segnale, una volta di più, che qualcosa non va.

Occasione sprecata. Il Pisa avrebbe meritato la vittoria per quanto creato ma questa è l’ennesima occasione sprecata e occorre fare anche un po’ di mea culpa per i tanti errori. Se si vuol pensare in grande i limiti restano evidenti. De Vitis ha portato una buona impostazione dal basso, ma il suo posto non è lì al centro della difesa ma in mezzo al campo. Stesso discorso per  Zammarini che è una mezzala e non un esterno a tutta fascia. L'allenatore deve cercare di mettere gli uomini nelle caselle giuste e cercare di evitare i tanti black-out della squadra. C'è poca personalità nei momenti decisivi e in generale la squadra soffre gli scontri diretti. Un limite che si vede anche dai numeri: con le prime 10 in classifica il Pisa ha vinto solo con il Pontedera e ha rimediato pesanti lezioni di gioco da Piacenza e Carrarese, che vista nelle ultime domeniche sembra una squadra tutt’altro che irresistibile. Adesso c’è la trasferta di Cuneo, dove in difesa mancheranno Liotti e lo squalificato Meroni,  per cercare di chiudere al meglio l’anno solare. Poi c'è il mercato. La frase è ormai un mantra: servono rinforzi importanti in difesa. Non solo, ma se si punta alla B, anche attraverso i playoff, bisogna mettere qualità e completare la rosa in ogni reparto. Il sesto posto brucia ma è lo specchio del valore attuale della squadra.