Monza-Pisa 0-0. L'analisi del match

 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1245 volte
Monza-Pisa 0-0. L'analisi del match

Tre partite, due punti, zero gol fatti. A volte i numeri nel calcio sono impietosi ma purtroppo rendono l'idea di questo difficile inizio di stagione del Pisa che a Monza non va oltre il secondo 0-0 di fila. Il paradosso è che una squadra costruita per un gioco offensivo non abbia ancora segnato e ha difficoltà nel creare occasioni da rete. Quella più grande, quella che ti può cambiare non solo la partita, è arrivata al 94' con il rigore fallito da Eusepi. Troppo poco. Il tempo per rimediare c'è ma Gautieri deve trovare in fretta i rimedi giusti.

Cambio di modulo. Gautieri a Monza non stravolge la formazione ma cambia modulo un po' a sorpresa. Il 4-3-2-1 non è un grande stravolgimento tattico ma con i due esterni d'attacco si cerca di dare maggiore copertura al centrocampo visto che il Monza non rinuncia al suo 4-4-2. L'unico cambio nell'undici di partenza è quello di Masucci per Giannone, con l'ex Entella che si danna l'anima e corre tanto senza però esser pericoloso al tiro. De Vitis resta ancora in panchina. Va detto che nel primo tempo non si corrono grossi rischi ma la squadra non ha neppure il piglio di imporre il proprio gioco. Non si perdono tutti i duelli come contro il Siena ma poi manca quella cattiveria per ripartire e fare male al Monza con Eusepi che resta un po' troppo isolato. Non che Petkovic debba fare un super lavoro, a parte qualche affannoso disimpegno con i piedi e alcune uscite, ma in 45 minuti Liverani non compie neppure una parata. Il Pisa manifesta superiorità nel possesso palla ma purtroppo lo fa in modo molto sterile.

Manca la cattiveria negli ultimi metri. La ripresa è stata più vivace ma proprio i nerazzurri in avvio hanno rischiato grosso e solo le chiusure di Filippini prima e poi di Mannini, con maggior difficoltà, evitano il peggio su due azioni nate dalla destra. Il Pisa prova a reagire con Gucher sale di tono e inizia a proporsi con maggior continuità in avanti, anche Maltese inizia a dare maggior equilibrio, mentre Izzillo è troppo discontinuo. Manca però la convinzione negli ultimi metri. Inoltre il Pisa non riesce quasi mai ad attaccare con tanti uomini. In fase di non possesso la squadra è sembrata più corta rispetto alle precedenti uscite, ma quando attacca è troppo scollata e lunga  tra i reparti. I tiri di Negro fanno il solletico a Liverani che compie una bella parata su un sinistro da lontano di Maltese ma l'azione è poi bloccata per un fuorigioco dello stesso Negro. Stavolta Gautieri non effettua tutti e cinque i cambi ma comunque ne spende ben quattro e la musica non cambia. Di Quinzio va a sinistra al posto di Negro alle spalle di Eusepi. Il suo contributo però è impalpabile come quello di Giannone che rileva un esausto Masucci. Birindelli  ha giocato una manciata di minuti al posto di un Mannini non ancora in grado di fare al meglio il ruolo di terzino destro. Stesso discorso per Zammarini al posto di Izzillo.

Tutto nel finale ma non cambia niente. Insomma lo 0-0 rispecchia fedelmente l'andamento di una gara grigia come il cielo di Monza . Nei tre minuti di recupero accadono le cose più interessanti che però non cambiano la sostanza. Eusepi ha la palla buona su sponda di testa di Zammarini ma un difensore lo mura in angolo. Rischia anche il Pisa: Ingrosso viene saltato dal nuovo entrato Cogliati che mette Giudici nelle condizioni ideali per segnare, ma l'esterno calcia alto graziando Petkovic. In difesa i nerazzurri hanno preso un solo gol in tre partite e ieri tutto sommato hanno sofferto meno, ma a volte subisce dei contropiedi evitabili dove non prendi gol solo per i difetti di mira degli avversari. Stavolta Giudici, domenica scorsa Neglia. L'episodio chiave è ovviamente quello del rigore conquistato da Eusepi al 93'. Non va tirata la croce addosso a Umberto ma quella era una palla troppo importante che regalava tre punti al Pisa e poteva dare una svolta. Ovviamente tutti i problemi non sarebbero scomparsi come d'incanto ma la vittoria resta la miglior medicina per una squadra che sta vivendo un periodo difficile, anche a livello psicologico.