L'analisi di Pisa-Pro Vercelli 2-1

06.03.2019 13:30 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 937 volte
L'analisi di Pisa-Pro Vercelli 2-1

Pisa-Pro Vercelli è come un libro che inizi a leggere partendo dal finale di una vittoria sofferta, voluta, ma anche meritata per la voglia di crederci fino all’ultimo istante. Così nel finale arriva prima l’autorete di Milesi e poi il primo gol in carriera di Samuele Birindelli e la corsa liberatoria sotto la curva nord. La ruota, dopo tanta sfortuna, sta girando. Ma non è un caso.

Morra illude la Pro. D’Angelo cambia due giocatori rispetto a sabato sera nell’undici iniziale. Nessuna variazione a livello tattico con Masucci che parte dalla panchina per dare spazio all’esperimento del doppio centravanti con Pesenti al fianco di Moscardelli, mentre sulla fascia destra Meroni prende il posto di Birindelli. Il Pisa parte all’attacco ma la Pro chiude tutti gli spazi e diventa difficile andare al tiro. Alla prima occasione concessa il Pisa capitola al 24’ con Morra che si libera di De Vitis in area e poi calcia sul primo palo sorprendendo un incerto Gori. Il Pisa reagisce ma l’incerto portiere Nobile, in difficoltà su un paio di cross di Lisi,  non deve fare gli straordinari sui tiri di Moscardelli e Gucher e la bella rovesciata di Pesenti finisce abbondantemente a lato. Nella ripresa entra subito Birindelli per Meroni e gli spazi sembra sempre più stretti con il Pisa costretto a giocare quasi sempre in orizzontale.

Chi osa vince e manca anche un rigore. La prima svolta arriva intorno al 60’ quando Verna perde un pallone sanguinoso a centrocampo e l’ex Leonardo Gatto si invola verso l’area nerazzurra, per fortuna il suo destro è debole e Gori blocca a terra. Passato lo spavento D’Angelo inserisce Buschiazzo proprio al posto di un Verna in difficoltà e sposta De Vitis a centrocampo. Ma solo per pochi minuti, visto che lo toglie per tentare il tutto per tutto affidandosi alle tre punte, più Minesso trequartista,  con l’inserimento di Masucci ( dopo il pari si torna a due attaccanti con l’ingresso di Marin per Pesenti). E’ la mossa decisiva, perché il piccolo attaccante di Baiano dà velocità all’attacco e le prende tutte di testa contro i “corazzieri” della Pro. La pressione cresce, così come cresce Di Quinzio che inizia a sfornare assist e così come inizia a spingere maggiormente Gucher. Ma nonostante gli sforzi la gara sembra bloccata. Sembra perché poi arriva l’autorete di Milesi su cross di Minesso, tra i migliori, e gli ultimi minuti sono un’autentica bolgia. Su Masucci c’è un rigore netto per una vistosa trattenuta in area di Mammarella , ma l’arbitro Meleleo sorvola. Poi al novantesimo arriva il gol e di Birindelli sul cross di Lisi che fa entrare la felicità dentro lo stadio. I cinque minuti di recupero l’Arena li vive in apnea ma alla fine può far esplodere la sua gioia.

La vittoria del cuore, ma anche delle idee. La vittoria è meritata e non è certo arrivata per caso o solo per le deviazioni in porta dei difensori in maglia bianca. Come non sono arrivate per caso le tre vittorie in rimonta nell’ultimo mese per 2-1, una con la Pistoiese e due con la Pro Vercelli. Risultati che  stanno a testimoniare i progressi della squadra di D’Angelo. Un Pisa che ci crede fino all’ultimo e che sta bene fisicamente. Un Pisa che ha una fisionomia e un’idea precisa di gioco dopo il mercato di gennaio. Ieri magari la squadra non è stata bella come con la Virtus Entella, ma tutti i giocatori sanno cosa devono fare. C’è un aiuto reciproco tra i reparti e la difesa è decisamente più solida. Davanti, in un modo o nell’altro qualcosa salta sempre fuori. Anche i cambi risultano decisivi, proprio per la rosa più ampia che ieri sera è riuscita comunque a sopperire a due assenze pesanti come quelle di Liotti e Marconi. I numeri stanno lì ad evidenziare una crescita esponenziale. Nel 2019 16 punti in 9 partite (più i tre a tavolino con il Pro Piacenza) e una sola sconfitta ad Arezzo, 13 gol fatti e 9 subiti , ma nelle ultime cinque gare i nerazzurri ne hanno presi appena 3. Sono numeri da grande squadra che danno fiducia in vista del derby con la Lucchese, che non è certo da prendere sottogamba, e del quarto di finale di Coppa Italia a Viterbo.