L'analisi di Pisa-Pro Patria 0-2

24.12.2018 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1084 volte
Luca D'Angelo
Luca D'Angelo

Quando si presenta l’occasione per dare una svolta alla stagione il Pisa la stecca.  E lo fa quasi senza colpo ferire, come è accaduto ieri con la Pro Patria. Una partita scivolata addosso ai nerazzurri che dovevano mettere in campo l’entusiasmo che di solito portano tre vittorie di fila. Invece niente, novanta minuti quasi da spettatori in cui la ben organizzata Pro Patria concretizzava al meglio le occasioni e non dava respiro al centrocampo nerazzurro. Poche idee e anche molto confuse per la squadra di D’Angelo. La difesa balla e non serve l’alibi dell’infortunio di Liotti, la coperta è corta da settembre e urgono rinforzi nel mercato di gennaio da parte della società che in estate ha allestito una rosa incompleta per ambire alle primissime posizioni. L’anno si chiude con le trasferte di Novara e Cuneo, che diventano un banco di prova importante anche per l’allenatore che finora non è riuscito a dare una vera identità di gioco alla squadra.

Pro Patria determinata. Se il Pisa ha decisamente deluso sarebbe tuttavia ingiusto togliere i meriti alla Pro Patria. La squadra di Javorcic non ha pensato solo a difendersi ed è venuta a giocare a viso aperto meritando la vittoria e il settimo risultato utile di fila. Fin dall’inizio Bertoni, Ghioldi e Fietta si sono dimostrati più abili nel palleggio e più reattivi sulle seconde palle, mandando in tilt la mediana nerazzurra. Santana, a dispetto della carta d’identità, ha messo in difficoltà Masi e l’ariete Mastroianni vinceva la personale corrida con la difesa nerazzurra. Detto questo le occasioni latitavano da entrambe le parti fino a metà tempo. In pochi minuti c’è la svolta: al 24' Lisi trova finalmente il fondo e crossa per Zammarini che potrebbe anche tirare ma scarica comunque bene per De Vitis. Pallone in curva sud e pochi minuti dopo Zammarini allunga una mano in area su un tiro di Battistini, regalando un rigore alla Pro Patria. Gori intuisce ma Santana è preciso: palla che tocca il palo e si accomoda in rete. La reazione del Pisa non c’è. La gara diventa anche cattiva con Buschiazzo che rischia il rosso per un fallo su Mora, il migliore in campo, e viene graziato con l'ammonizione. Proprio Buschiazzo in chiusura di primo tempo svirgola un pallone in area e Gori ci mette una pezza salvando su Ghioldi. Il portiere nerazzurro è l’unico a salvarsi con Meroni, bravo in almeno tre chiusure, in un pomeriggio da dimenticare anche per Masi: troppo lento e poco preciso in fase d’impostazione. Mora all’alba del secondo tempo chiude di fatto la partita con un gol da cineteca dopo un “sombrero” al frastornato Buschiazzo.

Polveri bagnate e cambi insoddisfacenti. Se la difesa ha anticipato di qualche ora i regali natalizi, a centrocampo e davanti le cose non sono andate meglio. In novanta minuti due tiri al volo di De Vitis finiti alti e un “passaggio” di Moscardelli al portiere Tornaghi. D’Angelo ha insistito con il 3-5-2 ma quando Gucher e De Vitis non girano al meglio la manovra  è lenta e gli attaccanti restano troppo soli.  Il gioco non si allarga quasi mai sulle fasce dove Lisi e Zammarini, che in realtà è una mezzala, faticano sempre anche in fase di contenimento. Di Quinzio resta sempre lontano dalla porta e anche lui non può fare la differenza come a Pontedera. Quando la squadra non palleggia e si affida al lancio lungo per gli attaccanti torna ad essere sterile. I palloni alti sono sempre facile preda della difesa ospite. Anche le punte però devono dare di più, in primis Moscardelli che non riesce quasi mai a trascinare la squadra e a decidere le partite. D’Angelo lo tiene in campo sostituendo Marconi, anche lui ha combinato poco sia chiaro, ma probabilmente meritava un po’ di fiducia in più dopo le reti importanti delle ultime settimane. Gli schemi poi sono sempre prevedibili anche sui calci da fermo, dove si potevano sfruttare meglio almeno tre situazioni potenzialmente interessanti. Di Quinzio non è stato preciso come al solito e in una circostanza Moscardelli è andato al cross, bloccato dal portiere, con D’Angelo che di fatto rinunciava ad una “torre” in area di rigore lasciando tra le grinfie dei giganti bustocchi il “piccolo” Masucci. Lo stesso Masucci non è riuscito a incidere così come gli altri subentrati Cuppone, Birindelli e Marin. Anche questa è una costante: chi entra non porta mai la scossa, anzi forse la squadra fa anche un passo indietro. La ripresa è andata via in maniera a dir poco malinconica e l’Arena Garibaldi che doveva essere il fortino del Pisa dei Corrado è stato nuovamente espugnato. Quello di ieri è il primo ko casalingo della stagione, ma in due anni il Pisa ha perso 10 partite interne, compreso la gara playoff con la Viterbese, pareggiandone addirittura 17 a fronte di 12 vittorie. I conti finora non tornano.