Juventus Under 23-Pisa 1-3. L'analisi della partita

10.12.2018 16:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 568 volte
Luca D'Angelo
Luca D'Angelo

La vittoria di Alessandria sulla Juventus Under 23 può essere considerato il classico brodino per un Pisa che non vinceva da quasi un mese. Nerazzurri che iniziano ad essere più concreti sotto porta ma che mostrano ancora tante lacune in difesa.

Partenza difficile.  D’Angelo per il suo ritorno al Moccagatta aveva optato per il 3-4-2-1 con Meroni confermato in difesa e Masi titolare dal 1’ al posto dell’infortunato Buschiazzo. Di Quinzio parte più vicino alla porta e con Masucci ha il compito di suggerire Moscardelli, di nuovo al centro dell’attacco dopo aver riposato in Coppa Italia. Il Pisa però si fa sorprendere in avvio dall’aggressività dei giovani bianconeri che finora non hanno certo incantato. Zironelli conferma il 3-5-2 e i suoi in avvio volano. Olivieri va subito via in maniera troppo facile a Meroni e per fortuna Mavididi manca per due volte l’appuntamento con il gol. Anche a centrocampo inizialmente c’è poco filtro e la squadra non riesce mai ad uscire palla a terra con una manovra ragionata. La traversa di Toure è il terzo campanello d’allarme che convince D’Angelo a cambiare strategia. Nel mezzo De Vitis e Gucher iniziano a soffrire meno e stavolta la squadra ha il merito di colpire alla prima vera occasione: Masucci crossa da destra, Moscardelli di tacco libera Lisi che di destro non fallisce. Poco dopo il Pisa si riaddormenta e concede un contropiede a Zanimacchia che però spreca con un tiro troppo precipitoso. 

Bene in avanti, solite amnesie in difesa. Nella ripresa il Pisa parte con un altro piglio rispetto al primo tempo e crea situazioni importanti. Prima viene annullato un gol a Moscardelli, poi Di Quinzio spreca una punizione a due in area calciando alle stelle. La musica è diversa dalla cintola in su, a parte Zammarini che continua ad andare in difficoltà impiegato su tutta la fascia. A sinistra però Lisi è una freccia e guadagna la punizione che porta al raddoppio di Di Quinzio. Il numero 10 nerazzurro è assieme a Lisi l'uomo copertina di questo successo ed entrambi finalmente possono festeggiare la prima rete in campionato. Una volta trovato il raddoppio però il Pisa conferma i suoi limiti, su tutti quello di andare in difficoltà quando si tratta di gestire la partita. Su un cross da sinistra di Beruatto la palla arriva in area con Meroni che resta a guardare e Masi che si anticipare nettamente dal nuovo entrato Bunino. La difesa a tre non ha mai convinto fin da inizio stagione e anche su questo D'Angelo deve cercare di trovare una soluzione, in attesa poi che la società riesca a portare qualche giocatore di esperienza nel mercato di gennaio. L'allenatore nerazzurro con i suoi cambi  riesce perlomeno a spezzare i ritmi di un avversario che ha perso 6 delle ultime 7 gare. Con Birindelli al posto di Zammarini e Marconi per Moscardelli non cambia nulla a livello tattico, ma la squadra è un po’ più fresca per affrontare un finale dove entrano anche Cuppone e Izzillo. Il Pisa stavolta non si prende brutti rischi e chiude la gara su un regalo di Anderson che tocca con la mano in area su una punizione dalla sinistra di Liotti. Marconi è freddo dal dischetto e regala una boccata d’ossigeno al Pisa. Mercoledì la squadra tornerà in campo contro l'Arzachena. Un'altra gara da vincere senza se e senza ma contro i sardi che hanno perso 7 volte su 7 in trasferta e sono penultimi in classifica.