Cremonese- Pisa 5-7 ( dopo i rigori). L'analisi della partita

06.08.2018 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1430 volte
Cremonese- Pisa 5-7 ( dopo i rigori). L'analisi della partita

Cuore, batticuore e un po’ di follia. Il Pisa di Coppa Italia piace e va ancora avanti ai rigori. La vittoria dello Zini però non è solo frutto della volontà e di un pizzico di fortuna, che serve sempre, ma anche di una squadra che mostra idee di gioco precise nonostante sia ancora un cantiere aperto, con un’emergenza difensiva da bollino rosso. In vetrina ancora una volta i giovani, guidati dalle prodezze del portiere Campani e dalla buona condizione di Zammarini. Il 3-3 racconta di una partita “pazza” contro una Cremonese di alta qualità che riesce comunque a farti giocare, senza speculare troppo sul risultato. Adesso il Parma, ma la vera vittoria per D’Angelo è quello di aver dato un’identità alla squadra in attesa dei movimenti sul mercato, sia in uscita che in entrata.

La forza di restare in partita. D’Angelo conferma nove undicesimi della formazione che ha battuto la Triestina ai rigori. Le novità sono Meroni al posto del giovanissimo Bechini nella difesa a tre e Cernigoi al fianco di Moscardelli in attacco, con Masucci che parte dalla panchina. Non parte titolare neppure il nuovo portiere Gori, arrivato soltanto venerdì scorso, quindi spazio di nuovo a Campani. Sarà anche calcio d’estate ma i ritmi che imprimono le due squadre fin dai blocchi di partenza sono piuttosto alti. Dopo appena tre minuti Zammarini è lesto nell’approfittare di una deviazione di Kresic per battere Radunovic. Il gol dà inizialmente sicurezza al Pisa che gioca bene in velocità e allarga il gioco sulle fasce, con Moscardelli che fa reparto da solo. Forse la sicurezza è pure troppo visto che i nerazzurri soffrono terribilmente la velocità della Cremonese soprattutto sulla fascia sinistra dove il terzino Migliore spinge con insistenza e l’attaccante Castrovilli fa ammattire Birindelli, tanto che prima rimedia un giallo e poi provoca un rigore proprio sull’attaccante esterno dei grigiorossi. Montalto dal dischetto fa una delle poche cose buone della sua partita e impatta il pari, nonostante Campani intuisca. E’ il miglior momento per la Cremonese che sfonda anche a destra e prende un palo con Croce. Il vantaggio è nell’aria e arriva al 24’ grazie a Castrovilli, anche se il merito è di Croce che recupera palla sulla trequarti e buca la retroguardia nerazzurra ancora una volta molto distratta. Sembra il colpo di grazia e l’inizio di una serata difficile. Il Pisa però come Rocky balboa incassa i colpi e poi reagisce, andando vicino al pari nel finale di tempo con un colpo di testa alto di Moscardelli, bel cross di Birindelli, e a un tiro dell’ottimo Lisi parato in due tempi da Radunovic.

Campani superstar. Nella ripresa la Cremonese riparte forte e il Pisa fatica a tenere a centrocampo, anche perché non esistono incontristi. Quando siamo dobbiamo costruire le cose funzionano, in fase di non possesso arrivano i dolori e allora sale in cattedra Campani che è decisivo sul tiro ravvicinato di Arini e sul colpo di testa del capitano Claiton. D’Angelo toglie Cernigoi, che dopo un buon avvio sparisce un po’ dai radar, per Masucci. La mossa è vincente e anche fortunata perché l’ex attaccante dell’Entella va in gol poco dopo il suo ingresso in campo sfruttando un rimpallo vinto da Lisi su Magos. Il pari fa ripartire la Cremonese a testa bassa con un Pisa che di colpo perde Birindelli e Meroni per crampi, dentro Bechini e Nacci, con D’Angelo costretto a mettere Gucher come centrale di difesa. In sostanza alla squadra affronta il finale con due centrocampisti ( con De Vitis che resta a bordo campo per qualche minuto) e un ragazzino di 17 anni, che di professione fa il terzino, a fare da scudo a Campani. Qui il portierino si supera. Si vede che deve ancora crescere, ma il coraggio non gli manca: prima dice no a Brighenti, poi con un colpo spettacolare manda sulla traversa un tiro di Strefezza che porta la squadra ai supplementari. Qui compie il definitivo capolavoro uscendo sui piedi dell’ex Leandro Greco, appena entrato, ormai pronto a calciare a rete. Tanto di cappello.

Infallibili dal dischetto. Ai supplementari le emozioni si sprecano. Il Pisa passa ancora nei minuti di recupero del primo supplementare con il nuovo entrato Cuppone, proprio su lancio di Campani, che batte Radunovic con un pallonetto calibrato. Non si fa in tempo a gioire che Brighenti stavolta supera Campani, ma trova uno Zammarini superlativo pronto a respingere in rovesciata sulla linea di porta. L’assedio continua e proprio al 120’ dall’ennesima mischia spunta Castagnetti che segna il 3-3. Come contro la Triestina il Pisa è infallibile dal dischetto ( 9 centri su 9 rigori calciati in due partite)  e Campani strega ancora Brighenti prima del tiro alto di Boultam che è decisivo. Il Pisa va avanti. Le emozioni superano di gran lunga il fatto tecnico, ma questa serata ci dice che nonostante le mille difficoltà lo spirito è quello giusto.

Le mosse da fare. Adesso si dovrà pensare al Parma ma soprattutto a completare la squadra. Vero, bisogna cedere ma servono urgenti ricambi in difesa e dei centrocampisti in grado di spezzare i ritmi degli avversari. D’Angelo, ancora una volta espulso per proteste,  a fine partita ha parlato della necessità di rinforzare e completare il reparto arretrato ( il terzino Favale è andato in prestito alla Lucchese) e del fatto che se da una parte l’eventuale rinvio del campionato non è mai un fatto piacevole, dall’altra gli darà più tempo per lavorare. Il diesse Gemmi adesso deve esser bravo a vendere e poi costruire in breve tempo una squadra competitiva. In settimana dovrebbero arrivare i difensori Buschiazzo e Brignani, mentre il portiere Gori ieri era in panchina, e poi all’orizzonte c’è Michele Marconi che con Moscardelli potrebbe formare un bel duo d’attacco. Una base di partenza c’è: la voglia di lottare e di provare a imporre il proprio gioco, anche contro avversari di categoria superiore. I piedi comunque devono restare ben saldi a terra, anche perché la strada è ancora lunga.