Carrarese-Pisa 4-1. L'analisi della partita

26.11.2018 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1191 volte
Carrarese-Pisa 4-1. L'analisi della partita

Una sconfitta senza attenuanti. Un 4-1 subito in casa della Carrarese ( non batteva il Pisa nel proprio domicilio da 55 anni) che poteva essere ancora più pesante. Il Pisa è stato messo sotto a livello tecnico, ma anche caratteriale. Dove non arrivi con la qualità devi trovare la forza di reagire con un moto d’orgoglio che non è mai arrivato nei 90 interminabili minuti dello stadio “Dei Marmi”. La sconfitta però conferma che questa squadra non può lottare per le prime posizioni. Appena si trovano avversari più forti si subisce sempre una severa lezione.

Esperimenti bocciati. D’Angelo ha provato inizialmente a cambiare le carte in tavola alzando Liotti a sinistra come quinto di centrocampo e spostando Lisi a destra. Dietro Meroni andava a completare una baby difesa con Brignani e Buschiazzo. In attacco Cernigoi titolare, un po’ a sorpresa,  al fianco di Moscardelli che non partiva dal primo minuto dalla partita con la Pistoiese giocata a metà ottobre. Anche Baldini cambiava qualcosa inserendo il terzino sinistro Carissoni e riportando a centrocampo Rosaia, che assieme a Foresta non darà respiro alla mediana pisana. Davanti Coralli non recupera e Maccarone torna titolare al fianco di Tavano, Biasci e Caccavallo. Il primo campanello d’allarme suona dopo sette secondi quando con la difesa piazzata Biasci spunta da destra e scambia con Maccarone, poi vede Tavano solo nell’area piccola ma crossa leggermente lungo. E’ il segnale che la Carrarese vuole subito aggredire la partita e cerca di portare più uomini possibili in attacco e pressare immediatamente i portatori di palla del Pisa e riavviare l’azione. Il resto è una cronaca di una gara senza storia. Dove sia a destra che a sinistra gli attaccanti gialloazzurri hanno fatto cosa gli pare e in area come arrivava un pallone nasceva puntuale un pericolo. Quattro gol, una traversa, due rigori falliti e altre occasioni mancate per un soffio. Sui due penalty Brignani franava prima sul terzino Carissoni e poi sgambettava Tavano. L’attaccante per fortuna era in giornata no e prima si faceva respingere il tiro dall’ottimo Gori, l’unico nerazzurro a salvarsi, poi calciava alto con un pallonetto. Ma anche dopo questi episodi (nel punteggio la gara non era ancora chiusa) non si è mai avuto la sensazione di un cambio di passo da parte del Pisa che passivo assisteva al monologo gialloazzurro. Emblematiche le prime due reti: dopo l’ennesimo buco a destra di Lisi c'era Tavano tutto solo in area, Gori fa il miracolo ma Meroni e gli altri non chiudono su Caccavallo. Nell’occasione del raddoppio Maccarone va al cross e sempre Caccavallo è libero ed infila di testa. Davanti il nulla totale, a parte un rigore richiesto da Cernigoi, che probabilmente c’era ma che non avrebbe cambiato la sostanza, e una punizione a inizio secondo tempo di Moscardelli respinta da Borra. 

L’inesperienza la paghi cara. Nella ripresa arrivano anche i gol dei nuovi entrati Piscopo e Mobilio che sembrano due tuareg nel deserto della difesa pisana. Inutile il gol di Gucher al 90’. E’ il gol della bandiera che non salva assolutamente l’onore di una squadra senza capo né coda contestata dalla tifoseria a fine partita. I numeri di questo inizio torneo sono impietosi di fronte alle ambizioni di un campionato di vertice, che purtroppo non vede protagonista il Pisa. Con dei distinguo il Pisa ha perso in casa di Piacenza, Virtus Entella, Siena e Carrarese subendo 10 reti, su 12 totali prese finora, andando a segno solo una volta. Il piatto piange e l’inesperienza la paghi. Contro i marpioni di Baldini sono emerse le fragilità dei nostri giovani, ma anche con l’ingresso del più esperto Masi al posto di Brignani la musica non è cambiata. Al centro Marin e Gucher non hanno mai verticalizzato e sul pallone arrivavano sempre secondi, sulle fasce Liotti e Lisi sono stati costretti sempre sulla difensiva. Il primo ha provato un paio di volte il tiro  ma senza successo, per il secondo il problema non sembra essere la fascia di competenza. Zammarini ha anche salvato un gol fatto su Biasci ma né lui né Masucci, Marconi e Cuppone ( quest’ultimo entrato per una manciata di minuti) hanno fatto qualcosa di diverso rispetto a chi li ha preceduti. Segno che quando trovi squadre ben organizzate la panchina non ti fa la differenza. Se derubricassimo il tutto a una giornata storta commetteremo un errore madornale. Ma il Pisa dov'è ? è una domanda legittima da parte dei tifosi, ma la sensazione è che, pur avendo toccato il fondo a Carrara, questa squadra non abbia la forza di poter giocare alla pari contro le big.  D’Angelo ieri ha sbagliato alcune scelte ma adesso sarebbe ingeneroso gettargli la croce addosso. Al di là della presenza in sala stampa occorre un segnale da parte della società. Si vuol vivacchiare o si vuole invertire la rotta e risalire la classifica? . Gennaio di solito non cambia i destini ma se vuoi evitare figure di questo tipo servono giocatori forti per questa categoria  in grado di completare una rosa corta non solo a livello numerico ma anche qualitativo.