Arzachena-Pisa 0-3. L'analisi della partita

14.04.2019 13:30 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Arzachena-Pisa 0-3. L'analisi della partita

Il Pisa ad Arzachena ingrana la quinta, intesa come vittoria di fila, e si conferma la squadra migliore di questo inizio 2019 con 35 punti. Attacco super con Moscardelli e Marconi che salgono a quota 8, centrocampo di quantità e qualità e una difesa solida che nelle ultime sei partite ha subito appena una rete. Con questo 3-0 in Sardegna i nerazzurri lanciano l’ennesimo segnale in questo finale di stagione e pensano anche al futuro con l’imminente rinnovo di D’Angelo. Il mercato di gennaio ha indubbiamente segnato un punto di svolta, ma l'allenatore ci ha messo decisamente del suo e merita di portare avanti il suo lavoro con un gruppo ormai consolidato.

Turn over vincente. Su un terreno di gioco impervio, il Pisa si è dimostrato ancora una volta forte e pratico dopo un avvio di gara non semplice. Nei primi venti minuti i nerazzurri hanno corso qualche rischio, anche se Moscardelli ha avuto una grande occasione in apertura, ma i sardi, a parte il bravo trequartista Gatto, sono stati poco pungenti negli ultimi metri. Poi il dominio assoluto. I quattro "nuovi" rispetto a sabato scorso si sono ben comportati. Brignani ha mostrato grande sicurezza al fianco di Benedetti, bravo a lanciare Moscardelli nell’occasione del primo rigore, Izzillo nell’inedito ruolo di trequartista è stato perfetto a livello tattico e bravo nella giocata in verticale, Marin ( sostituiva l’infortunato Verna)  ha fatto bene entrambe le fasi regalando anche spunti pregevoli anche negli ultimi metri, e infine Moscardelli ha spaccato completamente la partita. Un rigore guadagnato e trasformato, con l’aggiunta dell’espulsione di Pandolfi, un assist per il raddoppio di Marconi e il tris di testa su lancio di Gucher. Gioco , partita, incontro già al minuto 52. L’unico brivido su una punizione di Gatto, alzata in angolo da Gori, quando la squadra era avanti di un solo gol. Il resto è gestione in scioltezza e spazio ai cambi, compreso il giovane Lidin che diventa il primo svedese a scendere in campo nella storia del Pisa. Ci provano Masucci e Pesenti che fallisce anche un rigore guadagnato da Di Quinzio, molto bravo in mediana e in accelerazione. Il penalty fallito è ininfluente per la partita, ma dispiace per Pesenti che poteva tornare al gol dopo un mese e mezzo.  Magari l’ex attaccante del Pontedera sarà ancora più “carico” per la sfida di giovedì contro la sua vecchia squadra all’Arena Garibaldi.

Da tallone d’Achille a punto di forza. In un giorno di festa per gli attaccanti è giusto però sottolineare l’exploit difensivo degli ultimi mesi. Malgrado le assenze pesanti di De Vitis e Liotti davanti a Gori la squadra concede davvero poco. Nel girone di ritorno la squadra ha subito appena 9 reti, all’andata ne aveva subiti 18.  Entella Non un colabrodo, ma comunque un punto debole sulla strada per diventare grandi. Adesso i nerazzurri sono la seconda miglior difesa del campionato dopo la Virtus Entella. Non solo l’esperienza portata da Benedetti e la crescita di Brignani. C’è grande duttilità soprattutto in Meroni e Birindelli, ieri molto bravi sulle fasce. E pensare che entrambi non hanno giocato nella corsia preferita. Segno che D’Angelo ha dato una mentalità multifunzionale alla squadra. Bisogna saper far tutto senza snaturarsi, come accaduto in precedenza con De Vitis, rientra tra due settimane, e Lisi ( ieri tenuto a riposo dopo tante energie spese), arretrato di 40 metri rispetto all’inizio della stagione, ma in grado di segnare gol e regalare assist importanti.Il Pisa adesso è una squadra completa, senza dimenticare il centrocampo che è un eccellenza vera e propria per la categoria,  e ai playoff potrebbe diventare un brutto cliente per tutti.