Alessandria-Pisa 1-1. L'analisi della partita

04.02.2019 13:30 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 792 volte
Alessandria-Pisa 1-1. L'analisi della partita

Non solo sfortuna e arbitraggi contro nella seconda rimonta consecutiva subita dal Pisa che non va oltre l’1-1 ad Alessandria. I nerazzurri devono soprattutto recitare il mea culpa per non aver chiuso l’incontro nel primo tempo con Izzillo e per essersi abbassato troppo nella ripresa. D’Angelo, squalificato, è tornato al 3-5-2 e nel secondo tempo ha sbagliato la gestione dei cambi mettendo troppi giocatori fuori ruolo. Manca un rigore su Moscardelli ( anche l'Alessandria ne ha chiesti altri due meno evidenti) ma la squadra non sa più vincere e ogni domenica commette almeno un errore individuale in difesa che costa la partita.

Si gioca a specchio. Mancano i due registi per squalifica. Il titolare Gucher e l’alternativa Marin quindi D’Angelo rilancia Izzillo dal primo minuto e opta per un 3-5-2 a specchio con l’Alessandria che in avanti deve fare a meno dello squalificato Santini. Torna titolare anche Birindelli a destra e Lisi si rialza di nuovo all’altezza dei centrocampisti. Fuori minesso, Di Quinzio mezzala e De Vitis resta centrale difensivo con Meroni e Benedetti al fianco. In attacco confermato il tandem Masucci-Pesenti. Entrambe le squadre devono vincere e questo si percepisce in maniera evidente. Entrambe cercano di sbagliare il meno possibile. Il Pisa attende l’avversario e cerca di ripartire in contropiede una volta passato lo spavento per un colpo dio testa alto di Coralli che ingaggia fin da subito un duello rusticano con Benedetti. Di Quinzio mette Lisi davanti al portiere, anche se la posizione è defilata, ma il tiro dell’esterno è debole. Lisi fa una gran cosa al 27’ quando crossa da sinistra e trova in area Masucci, steso da Checchin dopo un velo intelligente di Pesenti. Rigore netto che Pesenti trasforma e realizza la sua terza rete in nerazzurro. La già fragile Alessandria sembra diventare una preda piuttosto facile, ma i grigi tornano all’attacco e chiedono un rigore per un contatto in area tra Bendetti e  Coralli. La gara potrebbe prendere una piega ben diversa al 42’ quando Izzillo si divora il raddoppio calciando alto sopra la traversa un bell’invito di Birindelli da sinistra dopo un break del terzino nerazzurro. Izzillo toglie la palla dai piedi di Masucci pronto ad appoggiare in rete.

Troppo rinunciatari. Nella ripresa il Pisa si abbassa troppo fin da subito. D’Angelo perde De Vitis per infortunio e mette Benedetti a fare il centrale. L’Alessandria non impegna Gori in parate difficili ma domina nel possesso palla, colleziona un’infinità di calci d’angolo e resta costantemente nella trequarti nerazzurra. Sprecano anche i grigi con Sartore che al 58’ spedisce in curva un bel cross di Gatto. Al 67’ D’Angelo toglie Izzillo e inserisce   Masi che per 10 va a fare il regista basso davanti alla difesa. D’Angelo nell’ultimo quarto d’ora toglie anche Masucci per Moscardelli e mette dentro Minesso. Si resta con il 3-5-2 con l’ex Padova mezzala e Verna, che ha svolto solo compiti difensivi, spostato davanti alla difesa. Masi torna a fare il difensore centrale. La musica non cambia: L’Alessandria preme ma non trova sbocchi, il Pisa si difende ma non dà un bel segnale lasciando completamente l’iniziativa all’avversario. L’ultima mossa di D’Angelo è quella di invertire le fasce a cinque minuti dalla fine con Lisi, un po’ in difficoltà con Chiarello,  che va a sinistra e Birindelli a destra.

Capitolo rigori. Si arriva così ai quattro fatali minuti di recupero. Al 92’ Chiarello crossa da dentro l’area De Luca arriva per primo sul pallone a centro area e Masi gli frana addosso. Rigore netto, il nono contro i nerazzurri in questa stagione,  ma l’arbitro ammonisce Lisi, che salterà la partita con la Pistoiese. De Luca pareggia dal dischetto con un tiro che si insacca sotto la traversa. C’è ancora un minuto e il Pisa per la prima volta nella ripresa si riaffaccia in avanti: Moscardelli si avventa su una corta respinta della difesa ma si allunga il pallone, quando torna sulla sfera Badan lo stende. Il rigore è solare nonostante il cielo grigio, ma Di Cairano non se la sente di assegnare il terzo penalty dell’incontro. Di Quinzio, diventato capitano, si infuria e non le manda a dire all’arbitro che gli sventola il rosso. Anche lui non ci sarà con la Pistoiese.

Non solo alibi. Sfortuna, arbitri che sbagliano. Tutto vero, ma per la quarta partita di fila il Pisa ci mette del suo con l’aggravante che stavolta ha anche disputato una partita non certo convincente come aveva fatto soprattutto in casa con Siena e Piacenza. Dopo le leggerezze di Meroni con il Siena, Benedetti con l’Arezzo, Gori con il Piacenza arriva quella di Masi. La squadra segna con maggior continuità ma dietro qualche magagna salta sempre fuori. Benedetti è un buon rinforzo ma nel mercato di gennaio si poteva fare un altro sforzo per sistemare un reparto che complessivamente ha subito 24 gol. Troppi se vuoi avere ambizioni importanti. Il Pisa non vince dal 16 dicembre scorso, 2-0 a Pontedera, e in sette partite ha raccolto cinque punti e naviga a metà classifica. Parlare di delusione e attaccarsi solo agli episodi è riduttivo. Come quando vinci i meriti sono di tutti, quando le cose non vanno gli errori sono di tutti: giocatori, società e direttore sportivo che hanno fatto il mercato, e anche dell’allenatore. Mercoledì c'è il derby di Coppa Italia con il Pontedera valida per gli ottavi di finale in gara secca. Una manifestazione che può diventare un'ancora di salvataggio per i nerazzurri visto che chi la vince entrerà ai playoff direttamente dalla fase nazionale. Il Pisa non può permettersi di snobbarla.