Albissola-Pisa 0-1. L'analisi della partita

31.03.2019 13:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Albissola-Pisa 0-1. L'analisi della partita

Il Pisa vince anche a Chiavari con l’Albissola e supera un’altra prova di maturità a pieni voti. Sì, qualche sofferenza nel secondo tempo si poteva evitare ma l’1-0 firmato da una pennellata di Lisi è comunque meritato. I nerazzurri adesso sono solidi sia a livello fisico che a livello mentale, restando concentrati fino all’ultimo istante. I 41 punti da dicembre ad oggi non sono arrivati per caso, come non è un caso che la squadra ha subito appena 3 reti nelle ultime 9 partite. Merito del mercato di gennaio, ma anche di una mentalità da squadra vera impartita alla perfezione da D’Angelo.

Svolta a sinistra. E’ sulla fascia mancina che il Pisa riesce a spaccare la partita nel primo tempo. Non era facile trovare varchi perché il tecnico dei liguri Lavezzini aveva predisposto la gara con un 4-3-3 mascherato con i due esterni d’attacco pronti a difendere cercando di limitare l’azione del Pisa in mezzo al campo. D’Angelo punta di nuovo sul 4-3-1-2 e rispetto alla vittoria con la Carrarese effettua un solo cambio, con Moscardelli al posto di Marconi. Tatticamente cambia poco, ma il Pisa dopo un tiro sull’esterno della rete con Verna fatica a trovare spazi per vie centrali e l’Albissola costringe quasi sempre il Pisa ad allargarsi.  D’Angelo sapeva bene che doveva limitare le ripartenze di Martignago, Cisco e Bezzicheri ( sostituto dell'infortunato Cais) e questo Pisa dimostra di saper difendere sui ribaltamenti di fronte, non solo con i difensori ma anche con i centrocampisti e gli attaccanti. Si attacca e si difende in maniera compatta. Minesso , ad esempio,  effettua una bella chiusura a metà tempo e per 45 minuti Gori non si sporca i guanti. Il Pisa ha il merito di avere pazienza e con il passare del tempo inizia a lavorare ai fianchi, anzi sulle fasce l’avversario. A sinistra Lisi macina chilometri e mette qualche palla interessante nel mezzo. Alla mezz’ora, sempre da sinistra, Masucci crossa per Verna che impegna Albertoni alla deviazione in angolo. Il Pisa cresce e Moscardelli inizia a provarci, anche se non trova la mira, e gli errori in fase di appoggio diminuiscono. I ritmi non sono forsennati ma continui. Come ad Olbia il Pisa passa al momento giusto, ovvero a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Non poteva essere che Lisi a sbloccare la gara dopo l’ennesima galoppata. Il terzino nerazzurro stavolta rientra sul destro e mira sul secondo palo sorprendendo Albertoni, ma forse anche qualche compagno che si aspettava un cross dal fondo con il mancino.

Cambio di abito e un pizzico di esperienza. Il Pisa dimostra di saper indossare più abiti. Dopo quello scintillante da sera esibito con la Carrarese, ieri D’Angelo disegna un modello più sobrio ma comunque pregiato. Tradotto, il Pisa adesso sa adattarsi a tutte le situazioni e a tutti gli avversari. Nella ripresa Lavezzini deve cambiare per forza di cose l'atteggiamento della sua squadra e si gioca tutte le carte in attacco, entrano prima la torre Silenzi e poi il rapido Russo, ma il Pisa dietro concede poco nonostante che con il passare dei minuti la squadra inizia un po’ ad abbassarsi. Benedetti le prende tutte di testa e anche di piede,  poi quando non bastano lui e i suoi compagni ci pensa Gori che salva in particolare su Damonte e Russo, andato via in slalom sulla trequarti. L’ingresso di Izzillo, autore di una bella azione personale, porta maggior equilibrio a centrocampo dove Verna inizia ad andare un po’ in riserva e Gucher comunque recupera la solita quantità industriale di palloni.  Come al solito D’Angelo cambia entrambi gli attaccanti e nel finale escono anche l’affaticato Meroni, una sola sbavatura per lui, e Minesso per passare alla difesa a tre con l’ingresso di Buschiazzo e Brignani. Va sottolineato come nei 7 minuti di recupero il Pisa riesca a rimanere lontano dalla propria area facendo scorrere il tempo finalmente da squadra smaliziata. Anzi, il nuovo entrato Marconi prima fa espellere Russo e poi sfiora due volte il raddoppio. Alla fine può bastare così. Adesso restano 5 finali da giocare con questa testa, senza fare calcoli. In tanti invocano al cuore e al carattere. No, questa squadra adesso è davvero forte. I numeri sono lì a dimostrarlo.