Quando a Pisa arrivavano le squadre B e la Juventus vera

05.04.2019 16:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Quando a Pisa arrivavano le squadre B e la Juventus vera

Il Pisa sabato affronta la Juventus Under 23, una gara poco gradita da una tifoseria che, giustamente, rivendica l’orgoglio di aver affrontato la Juve vera ai tempi della A. Storture del calcio moderno ed esperimento flop, visto che inizialmente dovevano aderire diverse big a questo progetto. Solo la Juventus lo ha portato avanti, tra l’altro con risultati non proprio entusiasmanti, mentre il Milan aveva rinunciato all’ultimo istante.

Non è una prima assoluta. Le squadre B non sono un fatto inedito in Italia. Negli anni 30 vennero sperimentate per permettere a chi giocava meno di scendere in campo. Tante squadre in quel caso schierarono la formazione B. Non poteva mancare la Juventus, che parcheggiò per un breve periodo alla squadra B il futuro campione del mondo Raimondo Orsi. L’oriundo argentino che segnò nella finalissima della Coppa del mondo del 1934 vinta dagli azzurri per 2-1 con la Cecoslovacchia. Anche due rivali storiche dei nerazzurri si attrezzarono, ovvero il Livorno e la Fiorentina. Nella stagione 1933-34 il Pisa, finito in serie C, affrontò sia i viola che gli amaranto in versione B. Allora come oggi le squadre facevano classifica, il Livorno addirittura chiuse al terzo posto subito dietro Lucchese e Pisa, che poi sarà promosso in serie B dopo una estenuante post season dell’epoca. Con il Livorno i nerazzurri persero per 2-1 in quello che durante il fascismo era diventato lo Stadio Littorio, ma che in pratica era sempre la cara vecchia Arena Garibaldi, nome riapparso dopo la seconda guerra mondiale. Il Pisa venne sconfitto 2-0 anche in casa degli amaranto, le cose vanno meglio un po’ con la Fiorentina B che chiuse il campionato con un anonimo decimo posto. Una fantastica vittoria per 3-0 in trasferta firmata dagli attaccanti Duè, Pomponi e Rodolfo Volk, fino a pochi mesi prima stella della Roma in serie A. A Pisa però i nerazzurri vennero sconfitti per 2-1 dai viola, inutile il gol della speranza di D’Aquino all’inizio del secondo tempo.

Le sfide con la Juventus vera. Le partite di campionato con la Juventus sono tutte nei tornei a girone unico. La prima nel 1968-69 con i nerazzurri sconfitti a Torino per 2-0. In gol un giovanissimo Pietro Anastasi e il centrocampista Leoncini. All’Arena mezzo miracolo dei nerazzurri di Renato Lucchi che bloccano sullo 0-0 la squadra di Heriberto Herrera, campione d’Italia appena due anni prima. I nerazzurri però non riusciranno a salvarsi e torneranno in B ad un solo anno di distanza dalla prima storica promozione nella massima serie. Nell’era Anconetani il Pisa non ha mai battuto la Juventus in campionato e non ha mai conquistato un punto a Torino, ma è riuscita a battere la vecchia signora in Coppa Italia nel 1987-88 nella giornata decisiva della fase a gironi. In gol Piovanelli dopo neppure un minuto e Sclosa su rigore al 15’, non basta alla Juventus un tap in di De Agostini su lancio preciso di Magrin nel secondo tempo. Un 2-1 che vale il primo posto nel girone per il Pisa, ma anche la Juventus passa il turno. Nell’immaginario collettivo la sfida più entusiasmante resta quella del 19 gennaio 1986 in campionato. Un pari per 1-1 con un rigore a testa: Kieft per i nerazzurri, Platini per i bianconeri. L’emblema di quella giornata è la maglia strappata da Manfredonia a Klaus Berggreen ormai diventa icona della voglia di lottare del popolo nerazzurro. Nulla di più lontano dall’idea delle squadre B. All’estero funzionano, ma il meccanismo è molto diverso e i criteri sono chiari. La scelta di questa stagione è sembrato l’ennesimo pasticcio di una Lega Pro in grande difficoltà.