Primo maggio 1983: Martina paratutto ma a fine stagione arriva la salvezza

01.05.2018 14:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1472 volte
Il Pisa 1982-83
Il Pisa 1982-83

Nel giorno della festa dei Lavoratori di trentacinque anni fa il Pisa gioca con il Genoa uno scontro diretto decisivo per restare in A. Finisce 0-0 ma la vittoria di sette giorni dopo a Torino e il pari casalingo all’ultima giornata con la Fiorentina regalano la prima salvezza in Serie A e il miglior piazzamento (undicesimo posto) nei campionati a girone unico.

Arena esaurita. Nella stagione 1982-83 il Pisa di Luis Vinicio dopo una grande partenza si ritrova coinvolta nella lotta salvezza. La sconfitta di Avellino per 1-0, rete di Vignola, lascia ai nerazzurri un solo punto di vantaggio sull’Ascoli terz’ultimo ( anche all’epoca le retrocessioni erano tre ma in un campionato a sedici squadre) e due sul Cesena penultimo, con il Catanzaro già in B a tre giornate dal termine. Il Primo maggio all’Arena c’è lo scontro diretto con il Genoa di Gigi Simoni che ha due lunghezze di vantaggio sul Pisa (a pari merito con un deludente Napoli) e quindi può giocare anche per il pari. Arbitra Longhi sotto un cielo grigio squarciato dai bagliori delle tante torce coreograficamente di grande impatto in entrambe le curve. Lo stadio è strapieno, 27mila spettatori, e nella Sud ci sono cinquemila genoani.

Martina Paratutto. Il Pisa fa la partita fin dall’inizio ma Klaus Berggreen, comunque tra i migliori) dopo 8 minuti sciupa subito una bella occasione calciando su Martina in uscita. Il portiere rossoblu ( attuale procuratore di  Buffon) è il grande protagonista della partita con almeno quattro interventi decisivi e una respinta di piede su un tiro cross di Todesco.  Non è un caso perché Martina in quella stagione sarà il giocatore con la media voto più alta di tutta la serie A, Una rarità per un portiere,  se ci fosse stato il fantacalcio forse la sua fama sarebbe stata maggiore. Un portiere sempre molto discusso: la stagione precedente una sua uscita kamikaze procura al capitano della Fiorentina Giancarlo Antognoni un arresto cardiaco di 25 secondi. Il 10 viola si salva ma riporta due fratture alla testa.

Pisa sprecone, ma c’è il lieto fine. La gara è un monologo nerazzurro ma il Genoa in contropiede sfiora il colpo nel primo tempo con una traversa scheggiata da Corti e nel finale con Peters, bloccato con le buone e con le cattive da Riva e Mannini. Quando non ci arriva Martina è la mira dei nerazzurri ad essere in difetto con Berggreen e Todesco che sfiorano il palo calciando a pochi passi dalla porta. L’ultima chance capita a Mariani in mischia, ma anche il centrocampista nerazzurro spreca. Finisce a reti bianche ma le emozioni non sono davvero mancate. Il Genoa è quasi salvo, il Pisa ha paura: l’Ascoli vince con il Torino e aggancia i nerazzurri con il Napoli che batte la Fiorentina al San Paolo. Agli uomini di Vinicio e del presidente Anconetani serve un’impresa sette giorni dopo a Torino contro i granata di Bersellini. L’impresa arriva e la firmano con un bel 2-0 Todesco e Sorbi con tanto di festa finale con lancio di maglie, ma la certezza di restare in A arriva all’ultima giornata con lo 0-0 nel derby con la Fiorentina. Si salvano anche Genoa, Napoli e l’Ascoli che vince lo scontro diretto con il Cagliari e spedisce a sorpresa i sardi in B, che in quel Primo maggio sembravano al riparo da brutte sorprese.