Playoff story: Impresa a Cesena, poi la fatal Bergamo

 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1067 volte
Playoff story: Impresa a Cesena, poi la fatal Bergamo

Prosegue la storia dei playoff nerazzurri. Nella stagione 2002-2003 il Pisa del nuovo presidente Maurizio Mian fa sognare i tifosi, ma in campionato parte male e compromette la lotta per il primato. Ai playoff la squadra fa l'impresa con il Cesena prima di arrendersi all'Albinoleffe nella doppia finale.

La stagione. Si torna a sognare nell'estate 2002 con il passaggio di proprietà del Pisa Calcio da Enrico Gerbi e Roberto Posarelli a Maurizio Mian e alla madre Gabriella Gentili. Il Pisa vive un'estate da protagonista del mercato, il progetto di Mian fa il giro delle Tv nazionali e all'Arena ci sarà una presentazione in grande stile con tanto di fuochi d'artificio. Si sogna la promozione immediata ma si guarda già avanti. Per quanto riguarda l'aspetto tecnico viene confermato l'allenatore Corrado Benedetti e molti giocatori che avevano salvato la squadra nel brillante finale di stagione dove arrivarono sei vittorie di fila. Tra i confermati Anaclerio, Cagnale, Frati e  Varricchio. I colpi in entrata sono l'attaccante Ambrosi dal Crotone, il fantasista Fialdini e il mediano Obbedio dal Messina, il difensore Bettini e l'ala destra Costantino dall'Ancona oltre al portiere Capecchi dal Cittadella. Come antipasto della stagione c'è la vittoria in Coppa Italia a Firenze contro la Fiorentina, all'epoca Florentia Viola, ancora scossa dal fallimento di Cecchi Gori che la costringe a ripartire dalla Serie C2. Decide un gol di Frati, ma poi la squadra fatica in avvio di campionato. Dopo la sconfitta di Ferrara del 9 ottobre, recupero della prima giornata, viene esonerato Corrado Benedetti. Al suo posto arriva l'allenatore filosofo Gianni Simonelli che, dopo le sconfitte a Pistoia e contro la Reggiana,  rilancia i nerazzurri con una striscia impressionante di 14 risultati utili consecutivi. Ambrosi mette dentro 15 reti, 3 su rigore con quella rincorsa e frenata molto contestata. Il Pisa è quarto con 57 punti davanti al Padova e dietro Treviso, Albinoleffe e Cesena. Giochiamo uno dei play-off più belli ed equilibrati di sempre.

Grande impresa al Manuzzi. Il Pisa deve affrontare in semifinale il Cesena. I bianconeri di Iachini hanno il vantaggio che in caso di parità totale dopo 180 minuti passano in finale. All'andata i 16mila dell'arena spingono il Pisa in una gara molto spigolosa. La svolta arriva al 66' quando a Squizzi ormai battuto Terlizzi intercetta di mano sulla linea un colpo di testa di Bettini. E' calcio di rigore e rosso diretto per il difensore bianconero. Lo specialista Ambrosi parte con la solita rincorsa e segna. Per l'arbitro Tonolini la corsa di Ambrosi si è interrotta e bisogna ripetere. Ambrosi non cambia molto la sua preparazione ma stavolta la trasformazione è valida. Dopo il gol succede di tutto con un tifoso cesenate che invade il campo e viene difeso dal capitano Confalone che poi colpirà un carabiniere con un pugno. Non c'è squalifica. Il Pisa invece dopo che Cagnale si è fatto male nella gara di andata perde un'altra pedina importante. In partitella il terzo portiere Di Masi entra duro su Costantino che di fatto chiude la sua carriera dopo quel contrasto al campo Arno. E' un Pisa tutto cuore quello che va al Manuzzi con 6mila tifosi nerazzurri al seguito. Segna il difensore Bettini sbucando in area di destro dopo un prolungamento di Sgarra sulla punizione da destra di Anaclerio. Passa un minuto e Rea pareggia di testa. Il Pisa si difende con grinta e testa. Grande partita difensiva con  Niccolini e Sgarra sugli scudi e squadra messa in campo perfettamente, pronta al contropiede. Brivido per un fuorigioco fischiato al 90' a Myrtaj solo davanti a Capecchi, ma non c'è niente da fare il Pisa è insuperabile. Siamo in finale, meritatamente.

Fatal Bergamo. In finale ci tocca l'Albinoleffe che ha eliminato il Padova e ha messo fine alla serie positiva dei nerazzurri nella contestata gara di campionato allo stadio Martinelli. All'Arena Garibaldi ci sono 20mila spettatori per la gara di andata dell'8 giugno 2003. La coreografia è da pelle d'oca. Il portiere Acerbis dopo 2 minuti combina una frittata sul tiro al volo di Ambrosi che porta il Pisa in vantaggio. Il gol non da la carica al Pisa e va detto che l'Albinoleffe gioca un grandissimo primo tempo sfiorando più volte la rete e trovando il pari alla mezzora con una bella azione corale finalizzata da Bonazzi. Il secondo tempo è più equilibrato e il Pisa ci mette l'anima grazie ad autentici gladiatori come Obbedio. Tocca ad Anaclerio, non al meglio della condizione, riportare avanti i nerazzurri al 51' con una punizione magistrale. Il 2-1 finale premia il carattere dei nerazzurri. Tutti a Bergamo, con due risultati su tre. L'Albinoleffe però ha dimostrato di avere qualcosa di più sul piano del gioco ed è anche avvantaggiata da una non grandissima condizione fisica dei nerazzurri che hanno recuperato Cagnale ma sono un po' acciaccati. Il 15 giugno a Bergamo c'è davvero un'intera città al fianco del Pisa. Lo stadio mobile trasloca con 13mila tifosi pronti a riassaporare una categoria che manca da 9 anni. Simonelli farà giocare Anaclerio a mezzo servizio mangiandosi un cambio dopo appena mezz'ora di gioco, entra il bravo Furiani, poco prima che Araboni sblocchi l'incontro con un tiro al volo. All'intervallo Simonelli lascia Frati negli spogliatoi e fa entrare Varricchio. Max al primo pallone toccato pareggia. Purtroppo però dopo un disimpegno sbagliato da Capuano al 65' Araboni è sempre li in area, pronto a girare in rete. Nel finale Ambrosi calcia su Acerbis la palla della serie B. Si va ai supplementari e ai bergamaschi può andar bene anche il 2-1. Succede di tutto. Viene espulso Sonzogni, ma poco dopo Carobbio in contropiede segna ancora nonostante l'inferiorità numerica.  La punizione di Furiani al 107' illude ancora il Pisa ma il nuovo entrato Fusi chiude definitivamente i conti con un tiro preciso sotto la traversa. Finisce 4-2 per la squadra di Gustinetti. Delusione enorme. Si chiude tra le lacrime dei tifosi e i rimpianti di una squadra forte tecnicamente ma arrivata in grandi difficoltà all'appuntamento cruciale. Sarà l'unico playoff dell'era Gentili-Mian. In tre anni al comando della società nerazzurra purtroppo non saranno mantenute le promesse della vigilia.