Pisa in vetta, ma la Torre viene chiusa

07.01.2018 19:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 2250 volte
Il Pisa in campo a Parma
Il Pisa in campo a Parma

Il 7 gennaio del 1990 è una data importante per il Pisa e per tutta la città. Da una parte la gioia per una splendida  vittoria a Parma che vale il primato solitario in classifica e  il titolo d'inverno in B davanti al Torino e ai gialloblu di Nevio Scala. Dall'altra la tristezza per la chiusura della Torre di Pisa, con tanto di diretta televisiva.

Giornata storica.  La Torre di Pisa è giunta ad una pericolosa pendenza di 4,50 metri e viene presa la clamorosa, ma necessaria, decisione di chiudere uno dei monumenti più importanti al mondo per iniziare degli importanti lavori di consolidamento da parte dell'opera Primaziale. La notizia trova clamore anche sui media nazionali e viene organizzata una diretta TV condotta dalla popolare show girl Raffaella Carrà, all'interno del suo programma al debutto proprio in quel week-end. La trasmissione però venne vista da molti come uno spettacolo goliardico, in un contesto dove c'era ben poco da ridere.  L'enfasi usata dalla Carrà non fu gradita dai pisani, soprattutto quando chiese all'allora sindaco Giacomino Granchi di chiudere la Torre mentre dal Duomo suonavano le campane a morto. Per completare il quadro la diretta sforò addirittura di 52 minuti per il ritardo del ministro dei lavori pubblici Giovanni Prandini. Alle 15,25 la torre chiude. I lavori allo  storico monumento pisano durarono fino al 2001, quando fu definitivamente riaperto ai visitatori proprio nel giorno della festa di San Ranieri. Prima di quel 17 giugno però ci saranno delle aperture straordinarie, di cui una particolarmente straordinaria.

Piovanelli regala un sorriso. Mentre la torre chiude il Pisa di Luca Giannini è negli spogliatoi del Tardini dove ha chiuso il primo tempo in vantaggio per 1-0. Circa tremila tifosi pisani raggiungono Parma nonostante la nevicata che ha bloccato la città ducale. Del resto è in gioco il primato: nerazzurri e gialloblu giocano un gran calcio e sono in testa appaiate a 25 punti, uno di vantaggio sul Torino e 4 su Cagliari e Reggina. Il sole scioglie la neve e la gara diretta dall'arbitro Coppetelli prende il via regolarmente. Da una parte la gioventù del Parma che pratica un calcio piuttosto innovativo con gli esterni difensivi Donati e Gambaro che spingono molto trasformando il modulo in un 3-5-2, lasciando in difesa tre centrali Minotti, Apolloni e Susic.  Dall'altra parte  la concretezza e la forza dei singoli dello splendido collettivo di Luca Giannini che recita uno spartito quasi a memoria, anche se qualcuno aveva criticato la prestazione della settimana precedente con il Padova risolta da una prodezza di Piovanelli. Proprio il bomber sblocca anche il match di Parma con una splendida girata di sinistro in area su corner da destra di Been respinto da Minotti. Lo stesso Mnotti è protagonista anche nell'azione del raddoppio nerazzurro al  67' quando devia in rete un tiro da fuori di Cuoghi, che a fine stagione passerà proprio al Parma, mettendo di fatto fine a una partita dove i nerazzurri hanno strameritato il successo. Il 2-0 regala il platonico titolo di campione d'inverno che di fatto è il primo passo verso la serie A. Verranno promosse anche Torino, Cagliari e Parma che è già promosso in A quando pareggia per 2-2 all'ultima giornata all'Arena il 3 giugno 1990.

Romeo sulla Torre. il Pisa è promosso da un mese ma la tifoseria ha ancora voglia di far festa. Il presidente Romeo Anconetani non si fa pregare, tornando sui suoi passi dopo aver bacchettato la squadra per alcune prestazioni in tono minore sul finire di stagione e  addirittura minacciato di dimettersi. L'entusiasmo è tornato alle stelle e una vera festa promozione non è stata fatta, anzi dopo lo 0-0 con il Cosenza del 6 maggio che valeva matematicamente la A è volato pure qualche fischio. Anconetani decide di fare un regalo ai tifosi e alla città chiedendo e ottenendo l'autorizzazione per salire sulla Torre di Pisa. Piazza dei Miracoli è piena di tifosi e Romeo dalla torre sventola anche lui una bandiera nerazzurra. Mentre monta i primi gradini della Torre Romeo viene intervistato dal giornalista Cirano Galli che gli fa notare come la città sia sempre stata dalla sua parte: < La città è grande e adesso vado a rendergli omaggio>. Romeo non è più un ragazzino, ma quel giorno torna euforico ed entusiasta come ai bei tempi promettendo anche di costruire una squadra importante per tentare di andare in Europa. Purtroppo quel sogno non si avvera, ma almeno per un giorno la gente di Pisa è tornata sul prato più famoso del mondo ad ammirare da vicino l'emblema della pisanità che per una volta si univa al calcio, grazie a Romeo Anconetani.