Gol nerazzurri: Il colpo di testa di Lisuzzo piega il Novara

09.07.2018 13:30 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 698 volte
Gol nerazzurri: Il colpo di testa di Lisuzzo piega il Novara

Un gol scelto non tanto per la bellezza ma per la sua importanza. Il 4 settembre 2016 Andrea Lisuzzo segna un gol che, sembra, mettere fine ad un’estate tormentata, regalando al Pisa tre punti il giorno del ritorno in B. Sul neutro di Empoli il centrale nerazzurro castiga proprio la sua squadra il Novara, lì dove tutti hano iniziato a chiamarlo Il Sindaco. Un gol che premia la grinta e la volontà del centrale nerazzurro, simbolo di quel Pisa indomabile che riabbracciava mister Gattuso dopo un mese incredibile. Un giocatore che, dopo il contratto scaduto il 30 giugno scorso, sembra ormai vicino al passo d’addio con il Pisa.

Gol lampo. A Empoli ci sono 8mila tifosi nerazzurri che finalmente respirano dopo un’estate da incubo. Dopo una lunga trattativa c’è l’intesa tra i Petroni e Pablo Dana per un contratto preliminare sulla vendita della società a pochi giorni dalla gara con il Novara. La città è in festa, la B è salva nonostante il rinvio di Ternana Pisa.  Gattuso è tornato in panchina dopo aver passato tutto il mese di agosto a Gallarate, lontano dai suoi ragazzi, ed è stato festeggiato all'Arena. Un gruppo che ha resistito quasi interamente ( solo tre se ne andranno altrove) allo spettro del fallimento e ha lottato con i tifosi nella calura di San Piero a Grado. Gattuso però è costretto a guardare la partita da uno Sky box per la squalifica dopo l’espulsione rimediata a Foggia nella finale per la B. Il Novara è squadra esperta ma il Pisa parte forte e al 10’ passa con il classico gol dell’ex: lancio da destra di Verna che cerca e trova Eusepi, colpo di testa respinto dal portiere e Lisuzzo da pochi passi con un tuffo basso riesce a colpire la palla di testa e metterla in rete, mentre i difensori azzurri invocano un fuorigioco che non c’è. Il Sindaco per un attimo quasi non ci crede (non segnava da un anno e mezzo, ma il suo compito è quello di non farli fare i gol)  e poi va ad esultare sotto la curva dei tifosi nerazzurri impazziti di gioia. Il Pisa resiste e conserva il risultato grazie anche alla prodezza all’ultimo secondo del portiere Cardelli, Ujkani era impegnato con la nazionale del Kosovo, che si tuffa all’angolino per deviare un gran tiro di Sansone. Lisuzzo si mette già le mani in faccia mentre osserva il tiro, poi corre ad abbracciare il giovane compagno di squadra, per una foto che è un po’ l’icona dell’estate nerazzurra. Gattuso non trattiene la gioia in tribuna, si torna a vincere in B dopo oltre 7 anni, esattamente dal 2 maggio 2009: Pisa-Ancona 2-0. Purtroppo l’odissea societaria andrà avanti fino a dicembre quando i Petroni decideranno finalmente di vendere il club, stavolta alla famiglia Corrado.

Tu chiamale se vuoi emozioni. A fine partita Lisuzzo ai microfoni di Sky racconta le emozioni di quella splendida serata, partendo dal fatto che contrariamente a tanti colleghi, lui ha esultato dopo aver segnato alla sua ex squadra: “Il rispetto si può dimostrare in mille modi, e credo che per un giocatore non ci sia cosa più bella di festeggiare un gol. Non me ne vogliano i tifosi del Novara, con loro ho festeggiato in passato. So che loro mi apprezzano nonostante il gol”. Inevitabile parlare di quanto successo in estate: “ E’ stato un mese diverso da tutti gli altri, ne abbiamo passate di cotte e di crude. E’ tantissimo tempo che gioco a calcio e di cose ne ho viste tante, ma quello che è successo a Pisa credo sia irripetibile. Un mese passato tra vicissitudini societarie non troppo belle, con presidenti e amministratori delegati che si alternavano”. Lisuzzo esalta la forza di un gruppo che si è compattato intorno a Gatuso, anche se lui era lontano. Importante anche il ruolo dei senatori, con Lisuzzo stesso e Mannini in prima linea:” Ci allenavamo in autogestione, senza staff tecnico e medico al completo. Un’altra squadra nelle nostre condizioni si sarebbe arresa e invece la promozione in B e soprattutto il mister ci hanno dato forza. Gattuso ci ha compattato, lo sentivamo spesso in questo mese, il cordone ombelicale non si è mai staccato. Questa è una squadra costruita a immagine e somiglianza sua, fin dalla scorsa stagione, noi rispettiamo i suoi valori con grande umiltà". Infine un bellissimo pensiero personale: "Vincere è sempre difficile e farlo a 35 anni in una situazione del genere lo è ancora di più”.