Gol Nerazzurri: Dunga stende Zenga e l'Inter

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24.07.2018 13:30 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1368 volte
Fonte: Campioni e bidoni
Carlos Dunga
Carlos Dunga

Un po’ di tempo fa l’Inter e le altre big della Serie A non venivano a Pisa per giocare amichevoli o per gite di piacere sotto la torre. Anzi, più volte tornavano a casa a mani vuote. Domenica 1 novembre 1987 Carlos Dunga segna proprio all’Inter il suo primo splendido gol su azione  nel campionato italiano dopo quello realizzato su rigore all'Adriatico di Pescara. Una rete che farà imbestialire Walter Zenga e che risulterà decisiva per il successo degli uomini di Materazzi. Un grande gol per un grande campione che in quella stagione fu al centro di un complicato caso di calciomercato.

Destro chirurgico. Il Pisa è reduce dalla prima vittoria stagionale a Empoli, gol di Bernazzani nel finale, ma insegue ancora il primo successo all’Arena visto che quello legittimo conquistato sul campo contro i campioni d’Italia del Napoli venne cancellato a tavolino dal giudice sportivo dopo che una rondella aveva colpito Renica. La cosa puzza subito di sceneggiata ma il Pisa, come altri club in quella stagione, venne condannato alla sconfitta per responsabilità oggettiva. Il Pisa affronta l’Inter carica al punto giusto e decisa a fare la partita fin dall’inizio. E' il primo novembre ma fa un gran caldo,   così i ritmi alti impressi dai padroni di casa sorprendono la squadra di Trapattoni che va subito in grossa difficoltà. Il Pisa passa al 7’ con un tocco sotto misura ancora di Bernazzani in mischia su un angolo calciato dalla sinistra da Cecconi. Il Pisa insiste e coglie anche una traversa con Sclosa in un primo tempo dominato dai nerazzurri pisani.  Nella ripresa ti aspetti la reazione dell’Inter e invece arriva il raddoppio del Pisa al 60’ con una combinazione tutta palla a terra: Cecconi ruba palla nel cerchio di centrocampo a Matteoli, scambia con Dunga e chiede al brasiliano il passaggio di ritorno per andare verso l’area interista, l’attaccante però si accorge che non ci sono spazi e serve all’indietro Sclosa sulla sinistra; il biondo centro campista vede libero il solito Dunga che controlla e avanza, gli si fa incontro Passarella per chiuderlo , ma il centrocampista nerazzurro anticipa il pensiero dell’avversario e invece di andare all’uno contro uno lascia partiore  da oltre 30 metri un destro di rara potenza e precisione che si infila sotto la traversa. Zenga può solo guardare il pallone infilarsi in rete e poi imprecare contro tutto e tutti. L'Inter reagisce e accorcia le distanze con Mandorlini, sfiora anche il pari ma alla fine il 2-1 in favore del Pisa è strameritato. 

Fantasia brasiliana, senso tattico europeo per il colpo di mercato di Anconetani.  Dunga è stato senz'altro uno degli stranieri più forti della storia del Pisa. Fantasia e tecnica da brasiliano, cervello e intelligenza tattica da europeo che gli ha permesso di arrivare fino alla conquista del titolo mondiale ad Usa 94 da capitano della selecao. Nell'estate del 1987 Romeo Anconetani riesce a prenderlo in prestito dalla Fiorentina dopo un lungo braccio di ferro, visto che il calciatore era già stato messo sotto contratto dai viola nel 1984 all'interno dell'affare che portò Socrates a Firenze a Firenze dal Corinthians. L'affare venne chiuso dall'allora diesse della Fiorentina Tito Corsi dal potente manager sudamericano Juan Figer. La richiesta per il cartellino di Socrates era di 4,6 milioni di dollari, una cifra troppo alta per la Fiorentina così Corsi decide di inserire nella trattativa anche il prestito di Dunga lasciandolo in Brasile. Dunga andrà in prestito prima al Santos e poi al Vasco Da Gama. La Fiorentina con il passare del tempo sembra essersi dimenticata di questo ragazzo che si è messo in mostra alle Olimpiadi di Los Angeles con la maglia della nazionale verdeoro. Anconetani però lo ha visto giocare e vuol portarlo al Pisa nell'estate del 1987. Dopo un lungo tira e molla i viola lo lasceranno andare in prestito secco con bonus in favore del Pisa a fine stagione in caso di valorizzazione del giocatore, anche se di fatto il giocatore è per metà ancora del Corinthians. Per far giocare Dunga nel Pisa è stato necessario modificare una clausola dell'articolo 12 del regolamento Fifa. "La trattativa più difficile è stata sicuramente quella per Dunga. Abbiamo dovuto vincere un'autentica battaglia, al limite del collasso, anche Baretti si stava demoralizzando - racconterà il presidentissimo. -  A quel punto il procuratore  Figer, che conosco da molti anni, ha sbloccato tutto".  In realtà in quei dodici mesi le due società si danno battaglia rivendicando entrambe la proprietà del giocatore. Dunga intanto porta valore eccome, risultando a fine stagione  uno dei migliori registi del campionato di serie A e uomo decisivo per la salvezza del Pisa malgrado uno stop per infortunio. Anconetani vuole trattenerlo ad ogni costo ma la Fiorentina decide di non cederlo, confermando però il premio per la valorizzazione. Dunga prenderà malvolentieri la strada di Firenze: "Prima di mettermi in contatto con i dirigenti della Fiorentina - disse Dunga in un'intervista - ho parlato con l'unica persona che ha creduto in me, ovvero Anconetani. Le sue parole mi hanno fatto vedere le cose  in maniera chiara".  Il Pisa aveva anche chiesto il rinnovo del prestito di Dunga: la risposta fu di nuovo negativa, ma alla fine la Fiorentina dovrà sborsare ai nerazzurri anche un miliardo e 800 milioni di lire visto che al momento del prestito era in atto una specie di convenzione tra il club nerazzurro e il Corinthians. Dunga tornerà a Pisa solo da avversario in Coppa Italia proprio nell'estate del 1988 segnando anche un gol nello splendido 4-2 in favore dei nerazzurri. 

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