De Vitis decide la prima volta con il Cuneo in campionato

28.12.2018 19:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 807 volte
Il gol decisivo di De Vitis
Il gol decisivo di De Vitis

Un guizzo di De Vitis decide la prima e finora unica sfida in campionato giocata allo stadio Fratelli Paschiero tra Cuneo e Pisa. Vittoria sofferta soprattutto a causa dell’inferiorità numerica dopo l’espulsione di Masucci verso la fine del primo tempo. Quella di 15 mesi fa fu la prima vittoria in trasferta dell’era Gautieri che dopo neppure un mese da quella vittoria venne esonerato. Curioso come anche le altre due partite giocate con il Cuneo all’Arena siano terminate per 1-0 in favore dei nerazzurri.  Non fu una prima assoluta visto che in precedenza i nerazzurri furono sconfitti a Cuneo per 5-2 in Coppa Italia nella stagione 2013-2014.

Avvio sprint, poi l'ingenuità di Masucci. Il credo di Gautieri e anche dell'allenatore del Cuneo Gardano, pescato in serie D dal Gozzano, è il 4-3-3. Due squadre al momento simili e con un percorso strano per chi predica un gioco offensivo: subiscono pochi gol e fanno fatica a metterla dentro. Gautieri conferma per dieci undicesimi la squadra che ha battuto la Viterbese sette giorni prima per 2-1 con la sola eccezione della new entry Carillo. Mannini parte di nuovo a sinistra nel tridente con Negro che inizialmente resta in panchina anche stavolta. I nerazzurri partono bene e provano ad aggredire il Cuneo soprattutto sulle fasce e con Eusepi che va sempre a pressare alto. Il Pisa porta più uomini in attacco e guadagna subito angoli e punizioni. Al 6' su una lunga rimessa laterale di Filippini da sinistra verso area di rigore, Eusepi fa il movimento giusto e di testa serve indietro, Di Quinzio lascia scorrere per De Vitis che con il mancino schiaccia a terra e batte Stancampiano. Un bel gol che per 37 minuti da sicurezza alla squadra. Il Pisa non fa calcio champagne ma finalmente vuol essere concreto. Accetta la battaglia e il calcio fisico del Cuneo,a cui non non concede niente nel primo tempo,  e sfiora il raddoppio con Eusepi che calcia debolmente su un'azione avviata da Gucher in verticale per Mannini, anticipato da Quitadamo che serve proprio l'attaccante nerazzurro. Re Umberto non si sblocca ma il suo lavoro di copertura e aiuto dei compagni è efficace ed encomiabile sia nel primo tempo che nella ripresa. Una ripresa giocata in 10 per l'espulsione di Masucci che protesta troppo dopo un'ammonizione. Un’ingenuità davvero pesante per un giocatore così esperto che poi subirà due turni di squalifica. Dopo qualche polemica tornerà il sereno e nella settimana seguente Masucci pagherà la pizza a tutta la squadra.

Petkovic decisivo. Gautieri in emergenza passa al 4-4-1 con Mannini esterno a sinistra e Di Quinzio che fa l'esterno a destra. Il centrocampista è bravo a sacrificarsi e fin quando resta in campo da una mano a Birindelli cercando di contenere Anastasia. Dall'altra parte Filippini soffre soprattutto Mobilio con il Cuneo che va spesso al cross ma al centro il Pisa si difende bene. Lisuzzo le prende tutte di testa malgrado subisca un brutto colpo da un avversario a inizio secondo tempo. Carillo non si fa tradire dall'emozione dell'esordio e gioca con personalità. Il livornese Dell’Agnello trova pane per i suoi denti anche se è uno dei più attivi tra i piemontesi. Entra Zammarini al posto di Birindelli, out per i soliti crampi, che fa fatica giocando basso a destra, ma anche quando viene spostasto a sinistra dopo l’ingresso di Izzillo al posto di uno stanco De Vitis. A quel punto Mannini torna a fare il terzino cercando di badare al sodo. Buono invece l'ingresso di Maltese che recupera tanti palloni. La squadra si schiaccia troppo e sui tanti corner che batte il Cuneo corre qualche brivido. L'ex Provenzano prima alza di testa a un metro dalla porta dopo un'uscita a vuoto di Petkovic e poi coglie un palo esterno. Petkovic però si riscatta ampiamente a tempo scaduto quando salva sul tiro al volo ravvicinato di Dell'Agnello su un cross da destra di Zamparo. Sospiro di sollievo e tre punti d'oro. Una parata decisiva che illude un po’ tutti sulle doti del numero uno serbo, che però deluderà nel proseguo della stagione.