Cremonese-Pisa 1-2 21 giugno 1987

04.08.2018 19:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1405 volte
Cremonese-Pisa 1-2 21 giugno 1987

Per tutti i pisani che oggi hanno superato almeno i 35 anni Cremonese-Pisa è “la partita”. C’è bisogno di aggiungere solo la data: 21 giugno 1987. Un sole accecante, un gran caldo, una gioia immensa.

Un sogno che comincia da bambino. All’epoca sono un ragazzo di 10 anni che come tanti coetanei vive di calcio. Si gioca dappertutto: dalla piazza della chiesa, per la strada, nei cortili. La squadra del paese è un optional, non l’unica possibilità per prendere a calci un pallone. Ma ci sono anche le figurine, il Guerin Sportivo, l’Intrepido. Tutti diversivi per non fare i compiti o non andare a catechismo. La domenica però gioca il Pisa e proprio quell’anno mio padre decide di portarmi per la prima volta allo stadio. Il 25 gennaio 1987 un nostro amico, non più giovanissimo, ci regala l’abbonamento. Due settimane prima si è sentito male dopo il secondo gol del Cagliari all’Arena Garibaldi. Arriva l’ambulanza e lo porta al Santa Chiara. Si riprende e fa in tempo a sentire che il Pisa ha vinto 3-2 contro i sardi. Andiamo allo stadio, rettilineo di gradinata. Dovevamo andare in tribuna, ma partiamo tardi e mio padre si sbaglia. Non ci sono tornelli e diavolerie varie, un bimbo di 10 anni non paga, mio padre spiega la gaffe ed entriamo . Inizialmente la vivo con distacco, fin quando non sento i cori, non vedo le bandiere, non sento una specie di onda che mi travolge. Sono appena diventato un tifoso del Pisa. E ovviamente inizio subito a soffrire: segna Nicoletti che dalla linea di fondo sorprende Grudina. Passano dieci minuti e Piovanelli si inventa un gol pazzesco. Finisce così,  1-1, con la Cremonese prima alla fine del girone d’andata e noi ad inseguire a centro classifica. Passano sei mesi e il Pisa di Simoni risale e lotta punto a punto con le rivali. A due giornate dal termine arriva la clamorosa sconfitta di Cagliari.  Adesso il Pisa per andare in A deve vincere le ultime due partite. Il giorno dopo il presidente Romeo  Anconetani fa allenare la squadra a porte aperte. All’orizzonte c’è la Lazio di Fascetti partita da meno nove in cerca di punti salvezza. Anconetani prepara la settimana curando ogni dettaglio, compreso quello di ostacolare una massiccia presenza dei tifosi biancocelesti. “ Il vecchio cuore nerazzurro batte ancora la nostra lotta comincia ora”. Scrive la curva nord prima della partita con la Lazio. Simoni conferma in attacco Cecconi e Piovanelli, apparsi in calo, e avrà ragione. Il Pisa vince 3-0: doppietta del Piova e sigillo finale di Cecconi. Si va a Cremona contro la capolista, alla quale  basta il pari. Il Pisa per non sentire cosa accade sugli altri campi ha un solo risultato per andare in A: vincere.

Lo speaker è già in serie A. Quel 21 giugno fa un gran caldo.  I treni sono tre, i tifosi nerazzurri settemila. E’ una domenica che tiene con il fiato sospesa mezza Italia: da chi sogna la A, a chi rischia la C. Io non sono a Cremona, ma da buon amante di Tutto il calcio minuto per minuto tengo l’orecchio incollato alla radiolina. Postazione: scogli di Marina di Pisa. Mezzo di trasporto: vespa azzurra di mio padre. I ricordi però sono vivi, anche grazie ai racconti di chi in quel momento era sui gradoni dello Zini, o addirittura dentro il rettangolo di gioco. Mentre le squadre si stanno riscaldando lo speaker annuncia: “ Si prega i tifosi della Cremonese di non fare invasione, la squadra sarà festeggiata in piazza dopo la partita”. Ovviamente i calciatori nerazzurri non sono d’accordo e restano un po’ sorpresi. In un’intervista recente Lamberto Piovanelli ricorda quel momento: “Quell’annuncio ci ha dato una carica ancora più forte. Appena rientrati dagli spogliatoi ci siamo detti: ma cosa pensano che siamo venuti in gita”. Anche sugli spalti i tifosi grigiorossi inneggiano già alla promozione. Un po’ alla volta arrivano anche i settemila nerazzurri, tutti stipati nella Curva Nord dello stadio di Cremona. Il Pisa non attacca ma attende la Cremonese per colpirla in contropiede. Mazzia, tecnico grigiorosso, ci casca e la Cremonese si sbilancia troppo. Forse la voglia di strafare, forse troppa sicurezza. Fatto sta che alla mezz’ora il Pisa parte in velocità: Cecconi entra in area, Gualco lo atterra e Lanese concede il rigore. Sclosa batte Rampulla. E’ l’1-0. Da Cremona e Marina di Pisa arriva il primo boato.

Un tuffo bellissimo. Adesso la Cremonese deve davvero scoprirsi e il Pisa,  con quel centrocampo lì ( Cuoghi, Sclosa, Caneo, Giovannelli, Mariani) , può fare ciò che vuole. Il 42’ è il minuto della storia, come racconta alla radio la voce di Aldo Orsini:” Mazzia ha cambiato la marcatura su Cecconi perché Gualco era in difficoltà, su Cecconi adesso c’è Citterio. Intanto c’è un altro preziosismo di Cuoghi in palleggio elegante, poi Sclosa, ancora Cuoghi, altro cross…Piovanelli, Piovanelli ed è il 2-0 , ed è il 2-0. Altro numero di gran classe di Lamberto Piovanelli!”. Stavolta il boato è ancora più forte, a Cremona, come a Marina. Aldo Orsini prende fiato: “ Gol spettacolare di Piovanelli in tuffo, si è abbassato il centravanti nerazzurro e ha messo la palla a fil di palo con un colpo di testa calibratissimo. Gol che fa esplodere di gioia i settemila in Curva nord, e ne hanno tutte le ragioni”. Emozioni. “ Qualcuno disse che sono inciampato, non è vero. Quel gol l’ho voluto con tutte le forze anche se onestamente mi ricordo poco dell’azione ma il tuffo non lo dimenticherò mai – racconterà Piovanelli nella già citata intervista. – ricordo solo che mi sono alzato e ho visto un muro di tifosi impazziti di gioia”. Allo scadere del primo tempo la Cremonese accorcia con un rigore, dubbio, trasformato da Nicoletti. La ripresa è in apnea ma Simoni non si fa spaventare inserendo un altro giocatore offensivo, il compianto Silvio Gori, al posto di Sclosa e solo nel finale si tutela con Chiti per Giovannelli.  Tutto sommato il Pisa controlla bene fino al 90’, anzi poco oltre,  come racconta Piovanelli: “ Era già passato il 90esimo, ma a quei tempi non esisteva il recupero. Grudina fu bravissimo quel giorno, poi sul suo rinvio mi trovavo vicino all’arbitro. Sento il fischio finale e prendo il pallone. Poco dopo tanta gente in campo, una gioia incredibile. Rimasi in mutande, ma con la serie A in tasca”. Finisce così: 2-1 per il Pisa e pronto ritorno in A, a distanza di un anno da una retrocessione che non andò mai giù ad Anconetani. A Cremona si fa festa, ma non in piazza, nella curva dei pisani. Anche a Pisa, una volta tornato dal mare, si festeggia con tante bandiere nerazzurre al vento, come quel 25 gennaio dello stesso anno. E’ nato un amore, quello per la maglia nerazzurra.

Gli eroi. Grudina, Caneo, Lucarelli, Faccenda, Cavallo, Mariani, Cuoghi, Sclosa( 54’ Gori), Piovanelli, Giovannelli ( 77’ Chiti) , Cecconi. Allenatore: Simoni. Il resto della rosa con almeno una presenza: Alessandro Mannini ( assente per infortunio ma portiere titolare per 35 partite), Ipsaro, Bernazzani, Birigozzi, Dianda, Faccini, Pellegrini, Fiorentini, Progna (ceduto all’Atalanta a ottobre). Presidente: Romeo Anconetani.