Annibale e l'indimenticabile 68

22.05.2018 13:30 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Annibale e l'indimenticabile 68

Domenica scorsa se ne è andato all'età di 78 anni il portiere nerazzurro della prima promozione in serie A. Antonio Annibale è stato un autentico beniamino per i tifosi nerazzurri di fine anni settanta. Arrivato come vice di Ademaro Breviglieri nell'estate del 1967 diventò titolare dopo 10 giornate e non mollò più il posto da titolare, diventando uno dei protagonisti assoluti dell'approdo in serie A. Portiere dotato di grande stile e senso della posizione. Nonostante non fosse altissimo era in possesso di una tecnica invidiabile. Per raccontare chi era Annibale però è necessario fare un passo indietro.

 Esordio difficile tra i professionisti. Il 1968 è stato un anno cruciale per il Mondo intero e nel suo piccolo è stato un grande anno anche per il Pisa Sporting Club dell'allora presidente Giuseppe Donati, approdato per la prima volta in Serie A da quando esiste il girone unico, ovvero dalla stagione 1929-30. Fu un anno importante anche per Antonio Annibale, nato a Milano nel 1940, e promessa del vivaio di quella che diventerà la grande Inter, ma un episodio sfortunato, che poi vedremo,  lo lega alla maglia dei nerazzurri di Milano. Annibale esordì in serie A giovanissimo il 10 aprile del 1960 a Roma, nella partita persa 3-1 dalla sua Inter, disputando le ultime 3 partite di campionato al posto di Matteucci. La stagione seguente arriva il mago Herrera che punta su Giuliano Sarti prelevato dalla Fiorentina e Annibale sta  in panchina e gioca con la squadra giovanile. L'Inter lotta per lo scudetto punto a punto con la Juventus ma dopo alcune clamorose decisioni arbitrali che penalizzano la squadra milanese, il presidente Angelo Moratti decide di schierare i ragazzi della Primavera e le riserve nella gara di recupero con la Juventus. Annibale è titolare e la gara finisce 9-1, con Sivori che entra in porta con il pallone, e Sandro Mazzola che segna la sua prima rete in A. Ancora oggi Annibale con quei 9 gol è il portiere più battuto in una singola partita assieme al fiorentino Ballante.  Annibale pagò la scelta scriteriata di gettare in pasto un manipolo di giovani a una squadra esperta come la Juventus.

Il riscatto a Pisa. Annibale arriva a Pisa nell'estate del 1967 da Cesena, dove è stato per 6 stagioni , le ultime in serie C, dopo una breve parentesi a Lecco,  ed è accolto da un velo di scetticismo. Il suo acquisto è voluto fortemente dal tecnico Lucchi che lo ha avuto con se in Romagna. Il forte De Min è andato a rinforzare il Verona e il naturale sostituto appare Ademaro Breviglieri , milanese come Annibale, che infatti parte titolare. Il Pisa di Renato Lucchi, a sorpresa, parte molto bene ed è subito in lotta per la promozione e nelle prime 8 giornate gioca sempre  Breviglieri. Malgrado l'ottimo comportamento della squadra i nerazzurri subiscono 10 reti ma Breviglieri commette qualche sbavatura.  Lucchi decide così di puntare su Annibale che riesce a garantire un rendimento costante conservando quanto Joan e Piaceri costruiscono davanti, grazie anche a una grande difesa guidata dal libero Gonfiantini e una mediana solida trascinata dal pisano Barontini. Il finale però è da brivido: Nelle ultime 4 gare Annibale subisce 6 reti, delle appena 22 totali,  e il Pisa dopo tre pareggi, clamoroso quello all'Arena per 2-2  con la Reggina con il portiere protagonista nel bene e nel male, perde a Venezia e non può festeggiare davanti ai tanti tifosi che hanno invaso la laguna. La gioia arriva in maniera insolita la settimana seguente quando i nerazzurri riposano e da Ferrara giunge la notizia del pareggio del Bari che porta il Pisa in A. Annibale è confermato e nella massima serie non trova certo vita facile, confrontarsi contro la Fiorentina, l'Inter, il Cagliari di Gigi Riva e Boninsegna non è cosa da poco. Annibale salterà solo una partita, a San Siro con il Milan dove i nerazzurri sfiorano l'impresa e vengono sconfitti 2-1. Il Pisa gioca un buon girone d'andata, lotta ma cala in primavera e torna subito in B. La stagione successiva Annibale, dopo esser partito titolare,  perde la concorrenza con il nuovo arrivato Grandini e termina la sua avventura a Pisa con 76 presenze in 3 stagioni,  andando a chiudere la carriera in Romagna: prima di nuovo al Cesena in B e infine al Rimini in serie C. Con Annibale se ne va un portiere emblema di un calcio più sobrio ed elegante. Di lui in campo  resta l'immagine con l'immancabile maglia nera dal colletto azzurro che richiamava a grandi numeri uno dell'epoca come Lev Jascin e Carlo Cudicini.