Amarcord Pisa- Pro Piacenza: Di Quinzio all'ultimo respiro

17.10.2018 09:00 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Amarcord Pisa- Pro Piacenza: Di Quinzio all'ultimo respiro

Solo due i precedenti all’ombra della Torre tra Pisa e Pro Piacenza. Uno nel 2015 con vittoria per 1-0 con gol di Sini, l’altro del 7 aprile scorso. Altra vittoria per i nerazzurri ma il concentrato di colpi di scena è stato infinitamente più alto. Gioia, emozioni e illusioni di una gara folle. La Pro Piacenza per due volte raggiungeva il Pisa nel finale, poi a fil di sirena con un colpo sotto misura Davide Di Quinzio sancisce il 3-2 definitivo facendo esplodere tutto lo stadio e anche mister Mario Petrone al debutto all’Arena dopo la vittoria a Gorgonzola. Il Pisa balza a meno due dal Livorno alla vigilia del derby dell’Armando Picchi, ma purtroppo il sogno di superare i cugini e giocarsi con loro e il Siena la promozione diretta in B resterà tale. Tra i protagonisti di quel pomeriggio il portiere degli emiliani Gori, oggi numero uno del Pisa.

La sblocca Filippini. Squadra che vince non si cambia, un concetto semplice nel calcio dal quale non si sottrae Mario Petrone che conferma modulo e interpreti della sua prima in nerazzurro dopo l’esonero di Michele Pazienza. Il Pisa parte bene e Negro si costruisce subito una buona occasione con Gori che vola a deviare in angolo. Sembra però un fuoco di paglia perché il Pisa fa una fatica enorme a trovare gli spazi e ad alzare i ritmi, con Gucher e soprattutto Maltese sempre troppo lenti nel far girare la palla. Pea ha messo bene in campo la Pro Piacenza e non si prende inutili rischi. Nella ripresa però una partita che sembrava il replay di tante esibizioni interne dei nerazzurri si accende improvvisamente e da sonnolenta diventa quanto meno palpitante. Il primo episodio chiave della partita arriva al 50’: Negro apre a destra per Lisi che entra in area e calcia a rete, respinge Gori ma Lisi riprende caparbiamente e serve Eusepi a un metro dalla porta, dove Battistini lo spinge a terra in maniera evidente. Rigore netto. Negro dal dischetto si fa ribattere il tiro ma Filippini è lesto nel ribadire in rete. A quel punto il Pisa sembra in totale controllo e anche l’ingresso di Masucci al posto di Negro consente alla squadra di respirare nelle ripartenze. Birindelli esce per crampi e al suo posto Setola entra bene in campo e va anche un paio di volte al cross creando scompiglio nell’area avversaria.

Un finale da romanzo. Con il passare dei minuti il Pisa però ha il torto di abbassarsi un po’ troppo.  Pea dall’altra parte era passato al 4-3-3 inserendo Mastroianni al centro dell’attacco, togliendo il timido esterno destro Messina, con Alessandro e Musetti che si allargano sulle fasce. A sette minuti dalla fine il nuovo entrato Paramatti colpisce il Pisa con una rovesciata a centro area su corner da destra di Alessandro. Sembra tutto perduto ma da questo momento inizia di nuovo un’altra partita.  Il Pisa riparte a testa bassa ed Eusepi lavora l’ennesimo pallone a centro area, servitogli da Izzillo, cerca e trova il fondo, la mette in mezzo per Masucci che da pochi passi non sbaglia. E’ il 2-1 quando ormai siamo agli sgoccioli. Inoltre il Pro Piacenza resta in dieci a causa di una gomitata di Mastroianni a Sabotic. Petrone si gioca gli ultimi due cambi con De Vitis e Sainz Maza per Izzillo e Lisi. A un minuto e mezzo dalla fine Alessandro vede a destra il solissimo Frick che ha tutto il tempo per crossare in area dove Musetti si inventa un imprevedibile colpo di tacco che sorprende la difesa nerazzurra e beffa Voltolini, è il secondo pareggio dei rossoneri. Sembra incredibile come il Pisa stia buttando via l’ennesima occasione, ma stavolta la squadra non molla. L’arbitro Pashuku ha quasi il fischietto in bocca quando Di Quinzio parte dalla trequarti e lancia per Sainz Maza (uno degli oggetti misteriosi del mercato di gennaio), lo spagnolo trova il tiro di precisione rasoterra che supera Gori ma finisce sul palo; Di Quinzio ha il merito di seguire l’azione e farsi trovare pronto per il destro vincente sulla ribattuta. Gioco, partita incontro con Pashuku che fischia la fine mentre Petrone si fa 60 metri di corsa dalla panchina per andare ad esultare sotto la curva con la squadra.