Amarcord Pisa-Cuneo: Negro Decide ma il Pisa soffre

15.09.2018 16:30 di Andrea Chiavacci Twitter:    Vedi letture
Amarcord Pisa-Cuneo: Negro Decide ma il Pisa soffre

Il Pisa ha affrontato una sola volta il Cuneo all'Arena Garibaldi. Appena sette mesi fa i nerazzurri hanno piegato i biancorossi con un sofferto 1-0. La squadra nerazzurra fece una gran fatica per portare a casa i tre punti, rischiando grosso in più di un'occasione. Solo la mira sconclusionata dei piemontesi salva la squadra di Michele Pazienza. 

Decide Negro. Il tecnico foggiano che ha sostituito a ottobre Carmine Gautieri si affida di nuovo al 4-2-3-1 e non fa esordire dall'inizio nemmeno uno dei giocatori arrivati dal mercato invernale. La novità che sorprende tutti è l'esclusione di Daniele Mannini, che parte inizialmente dalla panchina. Al suo posto Giannone  torna titolare dopo quasi due mesi. Per il resto va in campo l'undici che ha pareggiato per 0-0 a Viterbo. Il Cuneo ha poco da perdere e gioca a viso aperto in avvio andando al tiro con Gerbaudo ma lasciando anche molti spazi ai nerazzurri che finalmente sfruttano le sovrapposizioni sulle fasce, prima a sinistra con Filippini che crossa al centro per Masucci, gran parata di Stancampiano, poi con Birindelli da destra che perfeziona una bella azione corale e trova Negro, btrravo a liberarsi in area e pronto a girare in rete con un preciso colpo di testa. Il Pisa può subito raddoppiare ma Gucher, apparso più coraggioso e intraprendente, coglie un palo e Pazienza si infuria per un rigore non fischiato a Masucci. A quel punto però la squadra si disunisce e prende qualche rischio di troppo con Carillo che spesso riesce a metterci una pezza. Il Cuneo di Viali crea tante occasioni, almeno cinque nitide,  ma non inquadra quasi mai lo specchio: clamoroso l'errore di Galuppini solo davanti alla porta.

Braccino corto. Il Pisa del secondo tempo si fa prendere un po' dall'ansia di portare a casa i tre punti e raramente riesce ad essere pericoloso, anche perché gli attaccanti spendono tante energie andando ad aiutare i centrocampisti. Masucci ma anche Giannone, che a volte porta troppo palla, sono dappertutto. Birindelli e Filippini spingono meno e anche nella ripresa commettono qualche leggerezza. Pazienza vede che deve cambiare qualcosa in mezzo e toglie Izzillo per rilanciare De Vitis ( porterà più profondità anche se in pratica deve fare lo schermo davanti alla difesa) e  cambia anche Negro che non ha i 90 minuti nelle gambe per far posto a Lisi che va a destra. A quel punto Masucci viene spostato più avanti e poi sostituito con Ferrante che si trova subito una gran palla sul destro ma essendo mancino non riesce ad approfittarne. Il nuovo acquisto Sainz Maza appare troppo lento e allora tocca a Mannini che in meno di mezzora va prima a fare l'ala destra e poi il terzino quando esce Birindelli. Il Pisa crea solo un'occasione in contropiede con una bella combinazione tra Lisi e De Vitis ma al solito rischia qualcosa nel finale. Più che un calo fisico subentra il classico braccino corto. Voltolini esce sui piedi di Dell'Agnello , poi Gerbaudo dimostra ancora di non avere una gran mira in area di rigore dopo una bella sponda del nuovo entrato Bruschi.

Campanello d'allarme. Quella con il Cuneo è la terza vittoria di fila in casa con Pazienza, ma suona più di un campanello d'allarme soprattutto in quella che fino a quel momento era la miglior difesa del campionato. E' l'anticamera della crisi. Un mercato invernale insufficiente, poi arriva l'infortunio di Ingrosso, le bizze di Carillo e il tecnico foggiano inizia a perdere definitivamente le redini della squadra. Pesano i ko con Lucchese e Gavorrano, poi arriva l'esonero dopo la sconcertante prova casalinga con la Carrarese. Una stagione che non riuscirà a raddrizzare mister Mario Petrone. Adesso si riparte per una nuova avventura proprio dal Cuneo, che rispetto al recente passato si è molto rinnovato.