Amarcord 1984-85: l'1-1 con l'Arezzo vale la A

01.06.2019 19:00 di La Redazione Twitter:    Vedi letture
Amarcord 1984-85: l'1-1 con l'Arezzo vale la A

Domani il Pisa si gioca l'accesso alla finale playoff in casa contro l'Arezzo. Proprio quell’Arezzo con cui il 16 giugno 1985 i nerazzurri conquistarono la promozione in A con Gigi Simoni. Il tecnico nerazzurro si gode il trionfo e saluta dopo una cavalcata fantastica con il Pisa in testa dalla prima all’ultima giornata. Un pari per 1-1 che va bene anche all’Arezzo che riesce a salvarsi.

Basta un punto. In teoria i nerazzurri sono già promossi in A ma il pari tra Padova e Perugia della settimana precedente non è stato omologato e in teoria gli umbri possono ancora agganciare i nerazzurri. Il Pisa suona una marcia trionfale fin dall’inizio ma nelle ultime sei partite è venuto un po’ di braccino con 5 pareggi e una sconfitta. L’ultimo successo è arrivato proprio contro il Perugia dell’ex Agroppi con uno spettacolare 4-1 all’Arena, unica sconfitta stagionale dei biancorossi. Nell’ultima giornata a Pisa e Lecce basta un punto, mentre il Bari deve vincere per respingere l’assalto del Perugia. I nerazzurri se la vedono contro un’Arezzo che deve far punti a tutti i costi. Lo stadio è stracolmo e il clima è di festa fin dall’inizio con tante bandiere al vento e tanti bambini in campo con i loro beniamini.  C’è un po’ di tensione nei primi minuti, poi il Pisa la sblocca al 24’: punizione di Baldieri dalla destra, la barriera amaranto ribatte, Giovannelli calcia al volo e trova la deviazione del capitano dell’Arezzo Neri che beffa Pellicanò. L’Arezzo deve fare almeno un punto e nella ripresa si getta all’attacco a testa bassa con l’allenatore Rossi che inserisce gli attaccanti Bonesso e Raggi. Proprio Raggi al 70’ ci mette il piede su una conclusione a rete di Neri, che riscatta l’autogol, e supera un sorpreso Mannini. Va bene così. Il pari accontenta tutti e serve a Pisa e Arezzo per centrare i rispettivi obbiettivi. Nerazurri primi con 50 punti assieme al Lecce ed esulta anche il Bari che tiene sotto il Perugia. Così al fischio finale di Coppetelli esplode la festa per i 30mila dell’Arena che proseguirà la sera al giardino Scotto.

Vincere e dirsi ciao. C’è grande gioia anche se la promozione era ormai annunciata. Il presidente Anconetani a fine partita cerca di trovare il pelo nell’uovo davanti alle telecamere Rai:< Sono contento per la serie A ma il pubblico aveva diritto di concludere il campionato con una vittoria, secondo le legittime aspirazioni>.  Simoni invece è felice ma passa alla Lazio: < Sono contentissimo così, abbiamo centrato il nostro obiettivo. Ho passato un anno stupendo e credo resterà una promozione indimenticabile. Adesso vado via così non roviniamo nulla. Resta un grande rapporto con tutti, Pisa in serie A è una grande gioia>.  I due si salutano ma si ritrovano due anni dopo, e arriverà un’altra promozione in A. Più sofferta, più difficile, ma probabilmente ancora più bella soprattutto per l’epilogo esaltante di Cremona. Tornando a quel giorno si suggella il trionfo di una squadra fortissima che quel giorno scese in campo così: Mannini in porta, Armenise e Volpecina ai lati, Ipsaro stopper, Masi libero, Caneo e Bernazzani nel mezzo con Giovannelli regista e i tre moschettieri Berggreen, Kieft e Baldieri davanti. Entreranno anche Chiti e Galli. Non va dimenticato anche Ferruccio Mariani che con 36 presenze e un gol, la settimana precedente  a Empoli,  diede un grande contributo alla promozione. Ha vinto l’attacco più forte, 52 gol, e una difesa quasi ermetica con appena 27 gol subiti. Decisiva la striscia di 16 gare senza sconfitte nella prima parte del campionato. Il bomber di quella squadra fu proprio Wim Kieft con 15 reti. Trascinatore e leader, assieme a Berggreen, dopo una stagione difficile in A. Per questo e per altre mille prodezze i pisani non lo hanno dimenticato e domani sono pronti a salutarlo quando indosserà di nuovo la sua maglia numero nove.