A Fiorenzuola si chiude in pratica l'era D’Arrigo

08.03.2018 19:00 di Andrea Chiavacci Twitter:   articolo letto 1225 volte
Pisa 2000/01
Pisa 2000/01

L’ultima sconfitta in casa del Pisa con l’Alessandria non avvenne all’Arena Garibaldi ma sul neutro di Fiorenzuola. Il 14 aprile del 2001 per i nerazzurri fu una vigilia di Pasqua amara nella prima di tre gare giocate lontano da Pisa per i tre turni di squalifica inflitti dopo i fatti del derby con il Livorno.

Crisi infinita. Il Pisa di D’Arrigo partito per un campionato di vertice si ritrova ad abbandonare i sogni di gloria dopo il derby perso a tavolino contro il Livorno, dopo la forte contestazione della tifoseria che portò l’arbitro Dattilo di Locri alla sospensione definitiva del match dopo il rigore fallito da Costanzo. Quella giornata segna in pratica la fine del rapporto tra gran parte della tifoseria organizzata e i presidenti Gerbi e Posarelli e, tornando al campo, va avanti una crisi tecnica che porta la squadra in una posizione più vicina ai playout che ai playoff. Dopo il derby arriva uno scialbo 0-0 ad Alzano che precede la gara casalinga di Fiorenzuola. Il Pisa deve assolutamente vincere contro l’ultima della classe. Pochi i tifosi che si sobbarcano una trasferta “casalinga” di oltre 200 chilometri, tra questi molti abbonati delusi che contesteranno D’Arrigo e la squadra. Il tecnico nerazzurro rilancia Logarzo come playmaker e punta sul brevilineo e fin lì deludente Frau. L’ Alessandria di Roberto Pruzzo è desolatamente ultima e vicina alla matematica retrocessione, con pochi tifosi al seguito e poco da chiedere al campionato. Dopo 12 minuti proprio si fa male e lascia il posto a Federico Balestri che un mese prima ha realizzato il suo primo gol in nerazzurro contro l’Albinolefffe con una splendida rovesciata sotto la Nord. A Fiorenzuola però il centravanti pisano non si ripete anche perché è poco servito dai compagni.

Decide Falco. La gara è da sbadigli e il Pisa è veramente piatto, monotono e senza stimoli. L’Alessandria è una sorta di succursale del Livorno di Spinelli e ai grigi in prestito è finito l’attaccante Falco, che iniziò la stagione segnando con la maglia del Livorno proprio ad Alessandria. Quando mancano pochi secondi al fischio di chiusura del primo tempo, Falco si largo sulla destra e lascia partire un tiro che si infila all’incrocio sorprendendo Gazzoli, uno dei pochi a salvarsi in quella stagione. Il Pisa nella ripresa prova a reagire ma Lafuenti, altro ex Livorno, non dovrà compiere interventi troppo difficili ma riesce comunque a conservare quello 0-1 che serve poco ai grigi e che porta il Pisa in acque meno tranquille. La domenica successiva i nerazzurri, stavolta sul neutro di Arezzo, ritrovano tanti tifosi e tirano fuori l’orgoglio pareggiando in rimonta con il Modena capolista grazie a un rigore di Logarzo, tra i più deludenti con l’Alessandria tanto che D’Arrigo lo sostituì con l’oggetto misterioso Lionel Sanchez. In pratica quel giorno si chiude l'era di Francesco D'Arrigo che resta fino a fine stagione, ma dopo la salvezza passerà alla Lucchese. Un bilancio nel complesso positivo visto che in tre anni D'Arrigo conquista una promozione in C1 e una Coppa Italia, con la grande amarezza dei playoff persi con il Brescello nel giugno 2000.