20 anni fa il fallimento del Pisa S.C. e la fine dell'era Anconetani. Una pagina Facebook per riprendere il vecchio e glorioso nome.

archivio storico de L'unità.
01.08.2014 15:30 di Andrea Chiavacci  articolo letto 2533 volte
20 anni fa il fallimento del Pisa S.C. e la fine dell'era Anconetani. Una pagina Facebook per riprendere  il vecchio e glorioso nome.

Sono passati esattamente vent'anni dalla mancata iscrizione al campionato che portò al fallimento del Pisa sporting club. Una storia di 86 anni cancellata in poche ore in una riunione del consiglio federale della F.i.g.c., presieduto da Antonio Matarrese. In questi giorni su Facebook è nata una fan page, che ha già raccolto 613 adesioni, rivogliamo il Pisa sporting club, nata con le intenzioni di far smuovere le acque per convincere l'attuale dirigenza riportare  il vecchio titolo sportivo a Pisa.

Venendo a quel primo agosto si può dire che assieme a quella del Pisa si è chiusa la parabola calcistica di uno dei più grandi dirigenti del calcio italiano, Romeo Anconetani. La gazzetta dello sport diede ampio risalto alla cosa, nonostante altre nove squadre vennero respinte dalla scure della Covisoc, una sorta di commisione di vigilanza finanziaria sulle società di calcio, presieduta dal professor  Victor Uckmar.

Matarrese non mostrò nessun segno di indulgenza verso il vecchio amico Anconetani, anzi contro il Pisa fu fin troppo severo. Come riporta L'Unità, giornale che proprio oggi sospende le proprie pubblicazioni,  del 2 agosto 1994 il Pisa non viene iscritto al campionato per parziale mancanza delle ricevute  liberatorie e parere negativo da parte della Covisoc. Anche l'unità conferma la disparità di trattamento tra il Pisa e le altre squadre che avevano una situazione debitoria più grave, ripartirono quasi tutte dalla D,  e al contrario della società di via Risorgimento non avevano presentato la famosa fidejussione.  

L'Unità sottolinea:" Questa volta non è riuscito l'ennesimo miracolo al padre e padrone del Pisa per salvare la sua squadra, che  appena tre ani or sono militava in serie A". E' stata purtroppo la cronaca di una morte sportiva annunciata. Anconetani era rimasto praticamente solo, e nonostante anche lui abbia commesso i suoi errori, ha pagato per tutti insieme al  suo PIsa e soprattutto ai tifosi, che in quei giorni caldi si fecero sentire e non poco. Società come il Torino,  il Bari del fratello di Antonio  Matarrese e  il Cosenza, che venne lasciato in B dopo esser stato una X sul calendario per diversi giorni, avevano una situazione molto più grave di quella dei nerazzurri.

I tifosi chiaramente passarono un'estate amarissima, iniziata con la retrocessione in C1 nello spareggio di Salerno con l'Acireale, e finita con la ripartenza dall'Eccellenza con una nuova società, chiamata Pisa A.c.,  presieduta da Vettori e con Meciani direttore sportivo. Arrivò la fatidica Perignano e poi la fine sancita nelle aule di tribunale tra Gennaio e Febbraio del 1995. In quel periodo fa la sua prima uscita a Pisa il cane Gunther, che rivedremo nell'era di Maurizio Mian, con tanto di attori di beatiful al seguito. Il Pisa non giocherà per due settimane neanche in eccellenza e verrà salvato da Enrico Gerbi e Roberto Posarelli che costituiranno il nuovo Pisa Calcio, poco dopo ripescato in D per i meriti sportivi del vecchio sporting club .

Oggi, a vent'anni da quella fine un'iniziativa facebook tenta di far rinascere una storia che vanta uno scudetto sfiorato nel 1921, due mitropa cup, 7 campionati di A e 35 di B da quando esiste il girone unico, ovvero dal 1929. L'iniziativa è lodevole, ma vanno fatte alcune precisazioni. Il simbolo ufficiale non è quello che appare in testa a questo articolo, ma quello che usò Donati per la sua breve avventura sangiulianese finita lo scorso anno, e che Grassini vorrebbe riproporre dalla prossima stagione addirittura in terza categoria.

Quel simbolo che rappresentò il Pisa S.C. nell'era Anconetani venne fatto nei primi anni ottanta seguendo una tendenza di molte società a cambiare il simbolo originale. Ad esempio l'Inter sostituì il suo storico e attuale marchio con il biscione, così fece il Milan con il diavolo e la Roma con la sola faccia della lupa. Speriamo comunque che i simboli e soprattutto quel marchio storico torni sulle maglie del Pisa di Braglia e Vitale e non su quelle di qualche squadra che calca campi di periferia.